Molotov contro villa, assolto l’attentatore preso dai carabinieri
Il tribunale lo condanna a due anni per la ricettazione della moto usata per compiere il raid contro l’imprenditore
ALTOPASCIO. Fabio Nottoli, 22 anni, il disoccupato di Altopascio arrestato nell’ottobre del 2011 per tentato incendio doloso e porto illegale di una bottiglia incendiaria non è il giovane che quattro mesi prima aveva lanciato una rudimentale molotov contro la villa di un imprenditore edile di Altopascio. È quanto stabilito dai giudici del tribunale (presidente Valentino Pezzuti, a latere Mario Profeta e Stefano Billet) che lo hanno assolto per non aver commesso il fatto.
Nottoli è stato invece condannato a poco più di due anni di reclusione per la ricettazione di una motoretta Gilera ritrovata nel garage dell’abitazione dove vive con i genitori e risultata rubata a Borgo a Buggiano alcuni giorni prima dell’attentato. Il suo legale, avvocato Di Giuliomaria del foro di Pisa, soddisfatto per l’assoluzione dall’accusa principale ricorrerà in appello per la pena inflitta al suo assistito in ordine alla ricettazione che lui ritiene incongrua visto che Nottoli avrebbe ammesso l’addebito. Per i carabinieri la motoretta trovata nel garage dell’imputato sarebbe la stessa usata dall’attentatore. Peraltro, durante il periodo di carcerazione preventiva (poi commutata in arresti domiciliari), Nottoli non avrebbe fornito a procura e carabinieri elementi utili all’inchiesta.
I fatti. Il 9 giugno 2011 la villetta di un imprenditore edile di origini casertane residente in località Tei ad Altopascio venne fatta oggetto del lancio di una molotov che rimase inesplosa per pura casualità altrimenti il rogo scaturito dall’innesco avrebbe potuto provocare danni all’edificio e feriti o intossicati all’interno della casa. Pochi giorni prima l’imprenditore aveva subito un attentato con due furgoni della sua azienda (Ford e Transit) dati misteriosamente alle fiamme.
Le indagini. I carabinieri del reparto operativo - guidati dal capitano Sergio Pennisi - portarono alla cattura nell’ottobre 2011 di Fabio Nottoli. Fondamentali per gli investigatori i fotogrammi estrapolati dalla telecamera a circuito chiuso installata fuori dalla villetta. Immagini che evidenziavano la marca e il tipo del ciclomotore e il casco utilizzato dall’attentatore. Ottenuto dal magistrato un decreto di perquisizione i carabinieri effettuarono una perquisizione nell’abitazione di Nottoli trovano, in garage, la motoretta risultata rubata alcuni giorni prima dell’attentato all’imprenditore e il casco. Per aver la certezza che fosse proprio quella la moto i militari eseguirono un esperimento sumulando e filmando nello stesso luogo la dinamica dell’attentato con l’utilizzo del casco e del Gilera sequestrati a Nottoli. Il filmato sovrapposto e confrontato con quello reale coincise esattamente con quello registrato. Una prova però che non è bastata ai giudici. (l.t.)
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