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Lucca

Eurosak, appello di chiesa e industriali

Eurosak, appello di chiesa e industriali

Alla vigilia della sentenza della Corte d’Appello sul ricorso sos per salvare l’azienda di Porcari e i posti di lavoro

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PORCARI.

La Chiesa di Porcari a fianco dei lavoratori dell’Eurosak. La parrocchia di San Giusto scende in campo, dopo la messa celebrata il 12 febbraio nel piazzale dell’azienda, e chiede di lavorare in sinergia:è il solo atteggiamento che può aiutare a meglio operare dentro ogni crisi e giungere vivi e insieme alla fine del più cupo tunnel.

Quello della comunità cristiana di Porcari è dunque un accorato appello perché si ritrovi da parte di tutti i soggetti interessati lo spirito di azione concorde e costruttiva che, tanto più in tempo di recessione economica, ha permesso su questo territorio di salvaguardare preziose risorse economiche e lavorative. Sono queste anche per i creditori le migliori garanzie di veder soddisfatte le proprie giuste richieste. Chi ha l’autorità delle decisioni, continui a maturarle nella più ampia corresponsabilità. Prima o poi questa crisi dovrà finire e sarà bello in quel giorno guardarci in faccia e riconoscerci tra i protagonisti di condivisione e solidarietà.

Intanto dopo il drammatico appello dei lavoratori e l'esortazione delle istituzioni a prolungare la gestione provvisoria della Eurosak sull'intricata vicenda dell'azienda di imballaggi industriali di Porcari interviene anche l’Associazione degli industriali .

A rischio il posto di 58 lavoratori e la posizione di mercato dell'azienda. Il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, il sindaco di Porcari Alberto Baccini e l'assessore provinciale allo sviluppo economico Francesco Bambini hanno chiesto di non fermare l'attività. La preoccupazione è che, terminato l'esercizio provvisorio lo scorso 30 giugno, si arriva allo stop della produzione. In attesa dell'udienza del 13 luglio quando la Corte d'Appello deciderà sull'esecutività della sentenza in merito al ricorso presentato dalla famiglia Colombini, i vecchie proprietari dell'azienda.

«Sarebbe veramente perverso - si legge in una nota di Assindindustria di Lucca - che si verificasse una dispersione del patrimonio aziendale e una cancellazione delle possibilità di mantenere una presenza dell’azienda sul mercato.  Del resto non si può considerare ammissibile una indifferenza alle ragioni delle Aziende che, come nel caso dell’Eurosak, oltre che un complesso di beni sono una comunità di vita e di lavoro. Così, facendo salva la necessaria tutela dei creditori e senza entrare nel merito dei tecnicismi, chiediamo che si voglia dare un ulteriore, possibile seguito all’esercizio provvisorio. E, nel caso in cui l’attuale coadiutore della curatela non fosse disponibile, suggeriamo di verificare la possibilità di coinvolgere un esponente della famiglia Colombini che potrebbe ricominciare a costruire il futuro dell'azienda». (n.n.)

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