Il Tirreno

Lucca

Cresce il fatturato dell’artigianato ma è solo un’illusione contabile

di Alessandro Petrini
Cresce il fatturato dell’artigianato ma è solo un’illusione contabile

In base allo studio commissionato da Cna a Locaglobal emerge che il settore è ancora tormentato Nessuna vera ripresa ma unicamente un recupero di posizioni dopo una perdita considerevole

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Dati alla mano il 2011 ha mostrato un’inversione di tendenza per l’artigianato lucchese, ma alla fine è solo un’illusione contabile.

La somma dei fatturati delle imprese è infatti aumentata del 9,4% rispetto al 2010, ma la realtà alla fine è del tutto differente. Alessio Monticelli è il consulente economico di Localglobal, l’azienda incaricata dal Cna di effettuare lo studio Trend sulle tendenze dell’economia in Toscana. Snocciola numeri e grafici che a prima vista sembrano del tutto scollati dalla realtà con il settore delle costruzioni che nei primi nove mesi del 2011 era cresciuto di oltre il 50% e aveva spinto al rialzo l’intero comparto dell’artigianato.

Ma quando l’analisi si fa più approfondita ci si rende subito conto che ci si trova di fronte al più classico dei fenomeni di rimbalzo.

In poche parole nessuna vera ripresa, ma un recupero dopo una perdita importante. Una sorta di fase di assestamento che però sembra essere finita nell’autunno scorso quando la corsa al rialzo dello spread ha chiuso ulteriormente i rubinetti del credito da parte delle banche e anche i già pochi investimenti si sono ridotti al lumicino.

Se quindi a una prima lettura la crisi sembra non abitare dalle parti di Lucca, per una volta bisogna partire dalla fine per comprendere meglio il quadro generale. Monticelli spiega che Lucca è un’anomalia a livello regionale, «un risultato che può essere visto tanto positivo, quanto vulnerabile, in quanto a rischio di essere smentito nell’arco di pochi mesi. Il macro-settore delle costruzioni, anche per il peso che rappresenta, è stato senza dubbio il protagonista di questo trend positivo. Fra l’altro qui non si era verificato un evidente crollo dell’edilizia come invece è avvenuto in altre zone della Toscana. D’altra parte, l’artigianato nonostante l’innegabile dinamica positiva di alcuni importanti indicatori, non è certo immune dal riaffacciarsi di una crisi che già presenta i primi sintomi sul finire dello scorso anno».

Il presidente provinciale di Cna, Ugo Da Prato, osserva che «qualcosa di positivo sembrerebbe essere successo nel 2011, ma il condizionale è obbligatorio perché gli effetti della crisi sono ancora sconosciuti e lo scenario per il futuro è molto confuso e dobbiamo essere pronti ad affrontare il cambiamento. Chi non sarà in grado di adattarsi rischierà di non farcela».

Il quadro. Vigorosa la crescita delle costruzioni (+18,3% contro il 2,9% regionale), manifatturiero (+5,2% contro il -4,9% regionale) mentre subiscono una flessione i servizi (-4,3% contro il -5,3% regionale), i consumi (-2,9%) ma soprattutto dalle retribuzioni che scendono del 18% e che mostrano evidentemente la fragilità in divenire della situazione occupazionale lucchese in termini di domanda di lavoro da parte delle piccole imprese.

Costruzioni. Costituiscono il comparto in assoluto più importante dell’economia artigiana lucchese detenendo oltre la metà del fatturato complessivo della provincia (53,1%).

L’edilizia ha avuto un buon 2011 con una crescita dei ricavi pari a quasi 50 milioni in più rispetto al 2010 a cui ha corrisposto un parallelo aumento dei consumi, ma anche una diminuzione delle retribuzioni segnale anche di una possibile flessione produttiva che potrebbe essere dovuta ad un assottigliarsi del mercato e riflettersi sui fatturati nei periodi successivi.

Manifatturiero. Il fatturato manifatturiero cresce di poco meno di 8 milioni di euro, in controtendenza rispetto al valore regionale, dove si registra una contrazione del 4,9%. Con i suoi 159,3 milioni di euro rimane un comparto significativo rappresentando il 26,3% del fatturato dell’economia artigiana locale.

Servizi. Evidenziano un calo di oltre 4% detenendo il 20,6% del fatturato complessivo dell’artigianato con un volume d’affari di 124,7 milioni di euro. Sulla performance del comparto influiscono i risultati negativi soprattutto dei settori trainanti come le riparazioni, che ne rappresentano il 32,2% e che scendono di 12,6% e i trasporti, con un peso ancora del 29,4% e anche con un calo di 25,6% rispetto al 2010.

Risultati positivi si registrano invece negli altri settori del terziario: servizi alle imprese (+35%) e servizi alle famiglie (+49,8%).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino