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Tagli alle consulenze per trovare i soldi per i comunali
LUCCA. Dipendenti comunali: i sindacati incontrano il sindaco. Un appuntamento atteso e importante quello di venerdì mattina, che ha visto partecipi i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e il...
LUCCA. Dipendenti comunali: i sindacati incontrano il sindaco. Un appuntamento atteso e importante quello di venerdì mattina, che ha visto partecipi i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e il sindaco Alessandro Tambellini.
All'ordine del giorno c'erano diversi punti, a partire dal rapporto tra personale e amministrazione e il fondo integrativo comunale, che ancora è privo dei 350mila euro per i progetti di miglioramento.
«La costituzione del fondo integrativo per i suoi dipendenti – spiega Giovanna Lozopone, segretaria provinciale della Funzione Pubblica Cgil – è un atto dovuto del Comune. Mancano però i 350mila euro per i progetti di miglioramento. L’incontro è stato molto proficuo e necessario per poter spiegare al sindaco lo stato delle cose e ciò che era rimasto in sospeso con la passata amministrazione. È stata sollevata anche la questione della trasparenza nei metodi di valutazione, con rispetto delle procedure preventivamente stabilite», continua la sindacalista.
Ma non finisce qui. Oggetto di discussione, infatti, è stata anche l’organizzazione della struttura, viste le carenze di personale e le conseguenti criticità per fornire i servizi.
Gli uffici comunali, infatti, sono sotto organico, gli impegni si moltiplicano e i dipendenti hanno lavoro continuo: di concorsi non ne sono previsti al momento, ma «il sindaco – spiega ancora Giovanna Lozopone – si è detto disponibile per ricercare le competenze e le professionalità all’interno del Comune, senza richiedere troppe consulenze esterne».
«Siamo disposti ad andare incontro alle esigenze dell’amministrazione – spiega Rita Del Dotto, coordinatrice Rsu –. Ma allo stesso tempo chiediamo che l’amministrazione riconosca le nostre esigenze, attraverso il riconoscimento del lavoro e nel rispetto delle organizzazioni sindacali. In particolare la cosa che ci preme più di ogni altra è il rapporto, a livello di relazione lavorativa e umana, tra i dipendenti e l’amministrazione. È importante riagganciare i rapporti col personale in modo chiaro. Con la passata amministrazione questo non è stato possibile, tanto che decidemmo di proclamare lo stato di agitazione. Infine - conclude - abbiamo fatto presente la necessità di dar vita al comitato unico di garanzia, una specie di comitato pari opportunità, ma allargato che ha l’obiettivo di migliorare la situazione lavorativa, del quale si parla ormai da un paio d’anni, senza però averlo mai costituito».
Nadia Davini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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