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Diagnosi telefonica al paziente Medico assolto dal giudice
LUCCA. Il giudice dell’udienza preliminare Marcella Spada Ricci ha assolto perché il fatto non costituisce reato il medico di base di 61 anni accusato dalla procura di rifiuto d’atti d’ufficio e...
LUCCA. Il giudice dell’udienza preliminare Marcella Spada Ricci ha assolto perché il fatto non costituisce reato il medico di base di 61 anni accusato dalla procura di rifiuto d’atti d’ufficio e lesioni colpose. Per il gup non c’era la prova del nesso di causalità tra la mancata diagnosi telefonica e l’aggravamento delle condizioni di salute del paziente. Oltretutto persino in ospedale l’ecografia effettuata al paziente - un insegnante di 57 anni assistito dall’avvocato Francesco Frezza - non avrebbe messo in evidenza la peritonite in atto.
L’episodio risale all’aprile 2010. L’insegnante accusa forti dolori intestinali. Telefona al medico di famiglia e lo informa sui sintomi che accusa. Il medico lo tranquillizza e gli diagnostica una semplice influenza. Ma il paziente non migliora. E dopo nuove telefonate la figlia dell’insegnante decide di portare il padre in ospedale. Lì passano due giorni prima che, attraverso nuovi accertamenti, i sanitari si rendano conto che il paziente deve essere operato d’urgenza per una forma di appendicite con ipotesi di peritonite. Il legale del docente adesso dovrà decidere se intentare una causa civile.
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