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Crisi, raddoppiano le richieste di ammortizzatori sociali

Crisi, raddoppiano le richieste di ammortizzatori sociali

Raddoppiano le richieste di ammortizzatori sociali. Al 6 giugno 2012 le richieste presentate dall’Inca, il patronato della Cgil, risultano 2.278, quasi quante ne sono state presentate nel 2011...

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LUCCA. Raddoppiano le richieste di ammortizzatori sociali. Al 6 giugno 2012 le richieste presentate dall’Inca, il patronato della Cgil, risultano 2.278, quasi quante ne sono state presentate nel 2011 (2.921). Per la media matematica, l’anno scorso le domande presentate sono state 243 al mese; in base all’andamento dei primi cinque mesi dell’anno, la media mensile del 2012 supera le 450 domande, anche per la crisi crescente che sta attraversando il commercio: non a caso, quali la metà delle richieste riguardano lavoratori stagionali.

In sostanza dall’inizio dell’anno, sono state presentate, in media, 212 domande di ammortizzatori sociali in più rispetto all’anno scorso. Con un fenomeno che preoccupa non poco anche il patronato. Certo, l’aumento di domande tramite patronato - conferma l’Inca - è dovuto anche alle nuove disposizioni e alla nuova organizzazione dell’Inps che reclama l’invio per via telematica della maggior parte delle istanze. Tuttavia, a questo aumento - ammette Massimo Matteoni, direttore provinciale di Inca Cgil - è legato anche alla crisi economica crescente. Non a caso, la crescita della richiesta di ammortizzatori sociali ha registrato una prima impennata già nel 2011 rispetto al 2010, con il raddoppio delle domande, passate da 1.136 a 2.921.

Il fenomeno, poi, si è accentuato nei primi mesi di quest’anno. «In effetti - precisa Matteoni - la richiesta di ammortizzatori sociali viene presentata per conto di lavoratori in mobilità, per conto di persone che hanno diritto alla disoccupazione ordinaria, di persone che hanno diritto alla disoccupazione a requisiti ridotto (almeno 78 giorni lavorati in un anno), persone che accedono alla disoccupazione agricola e persone che hanno diritto alla mobilità in deroga, grazie a una legge speciale della Regione: si tratta di apprendisti (che hanno diritto all’ammortizzatore sociale per 4 mesi) e di persone che, allo scadere della mobilità, non abbiano ancora maturato i requisiti per la pensione. In questo caso, la Regione copre 12 mesi di ammortizzatori sociali».(i.b.)

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