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Alumil condannata per aver licenziato due lavoratori
L’azienda che era a Borgo a Mozzano deve risarcire un rappresentante sindacale e una dipendente invalida
BORGO A MOZZANO. Erano illegittimi i licenziamenti di due lavoratori della Alumil, un rappresentante sindacale e una invalida. Lo ha stabilito il tribunale di Lucca, sezione del lavoro, che ha condannato l’azienda al risarcimento del danno. I due dipendenti non sono stati reintegrati perché l’Alumil è chiusa e ha sposatto l’attività a Pontedera. «Il giudice - spiega MAssimo Braccini, segretario generale della Fiom Cgil - ha comunque accolto anche la richiesta di danno ulteriore correlato alla perdita di chances rispetto agli altri lavoratori che al momento della cessazione dell’attività erano ancora in forza all’impresa e a cui venne proposto di poter passare alle dipendenze della nuova società a Pontedera. Dopo molti anni questa sentenza rende comunque giustizia e conferma quanto sindacalmente abbiamo sempre sostenuto: l’azienda Alumil nel 2008 aveva spostato i 2 lavoratori nel reparto verniciatura/sublimazione. L’impianto cessò dopo pochi mesi la sua attività e tutti gli addetti al reparto, 9 lavoratori, vennero dapprima messi in cassa integrazione a zero ore e successivamente licenziati. Ci apparve subito chiaro che ci trovavamo di fronte ad una chiara discriminazione, l’azienda aveva di proposito spostato di reparto il rappresentante sindacale e la lavoratrice invalida al fine di giustificarne il licenziamento».
Durante il periodo in cui i lavoratori furono collocati in cassa integrazione venne istituito un presidio sindacale permanente davanti lo stabilimento in segno di protesta. Il sindacato denunciò più volte che l’azienda aveva solo iniziato la fase di smantellamento produttivo («con accanimento verso i lavoratori non ritenuti graditi« dice Braccini), per poi arrivare alla chiusura definitiva dell’azienda. Come di fatto avvenne nel gennaio 2011. «In quel periodo le istituzioni, a cominciare dal Comune di Borgo a Mozzano, invece mandavano messaggi rassicuranti circa il futuro dello stabilimento. La sentenza è esplicita nel dichiarare i licenziamenti illegittimi e nel condannare l’azienda al risarcimento del danno» chiosa Braccini.
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