Sos occupazione, chiude la fabbrica dei presepi
Restano senza lavoro i 17 dipendenti, quasi tutte donne, della F&C di Filecchio L’azienda verso la liquidazione e il sindacato chiede la mobilità per gli operai
BARGA. Altro duro colpo per la situazione occupazionale della Valle del Serchio. Chiude i battenti la sede operativa della Presepi F&C a Filecchio nel comune di Barga, specializzata nella produzione e la vendita all'ingrosso ed al dettaglio di presepi ed altri articoli per il Natale. Sono 17 i dipendenti, per gran parte donne e tutti residenti in zona, che resteranno senza lavoro. Trattative difficili visto che la proprietà non è locale, ma di un’azienda di Pavia.
Per la Cgil una corsa contro il tempo per attivare gli ammortizzatori sociali. La ditta è la ex Presepi Fanani, ramo d’azienda rilevato in affitto dalla Presepi F&C. L’azienda ha annunciato la messa in liquidazione della società per problemi finanziari. Già 4 i lavoratori licenziati ed attualmente in disoccupazione, il totale tra dipendenti e lavoratori a domicilio che si troverà senza lavoro salirà fino a 17.
«E una gran fetta di questi sono donne, aggravando quindi il problema occupazionale femminile già molto forte nella nostra zona – dice il responsabile Cgil per la Garfagnana e Mediavalle, Giovanni Ferrari – il nostro obiettivo al momento è cercare di ottenere la mobilità per questi lavoratori. Purtroppo, la crisi è stata gestita in maniera non corretta e c’è il rischio della perdita del diritto a usufruire di tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione. I lavoratori a domicilio, ad esempio, non sono stati chiamati da inizio anno e potrebbero non accedere agli ammortizzatori. Questo è il nostro obiettivo, abbiamo chiesto anche l’appoggio delle istituzioni, ma le trattative sono rese complicate dall’assenza dell’interlocutore perché l’azienda di Pavia non ha fin qui risposto alle nostre richieste di incontro».
Un’altra brutta notizia per tutto il territorio già provato e dalla crisi. I lavoratori della Presepi sono quasi tutti della frazione di Filecchio, qualcuno arriva dalla vicina Coreglia Antelminelli, si tratta comunque di residenti nella zona. «Non sono i numeri della Corsonna, ma si tratta di manodopera prevalentemente femminile e questo rende difficile una riassunzione in altre aziende del posto – prosegue Ferrari – il nostro obiettivo in questo momento è aiutare i 17 lavoratori ad entrare nello stato di mobilità che gli permetterebbe di avere maggiore tempo a disposizione per cercare una nuova occupazione oltre ad ottenere la riscossione delle spettanze. L’azienda va verso la liquidazione, probabile che raggiunga un concordato».
Luca Dini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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