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Martini (Ascom): i servizi devono tornare nel cuore della città, non si vive di solo turismo
LUCCA. «Non mi sorprendono questi numeri sul commercio. Del resto non fanno che confermare i dati in nostro possesso riguardo la cassa integrazione in deroga: 143mila ore nei primi quattro mesi del 2012 contro le 69mila di tutto il 2011. Le aziende stanno chiudendo. Non appena il consiglio comunale si sarà insediato, cominceremo a lavorare con i nostri nuovi referenti nell’amministrazione». Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio, non si sorprende, ma non vuole perdere tempo. La situazione è preoccupante, e la sua associazione vuole darsi da fare. I progetti di rilancio sono solo da perfezionare (aperture serali di luglio prolungate, notte bianca, iniziative di contorno al Summer Festival). «Crediamo - continua Rodolfo Pasquini - che siano da rivedere anche gli orari in cui è consentita la musica dal vivo all’esterno: le 22 è un limite troppo forte. Anche il turismo è in difficoltà: i Comuni debbono organizzarsi subito per ripristinare una struttura di accoglienza ora che l’Apt non c’è più».
Prende tempo sulla valutazione dei dati Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti. «I primi mesi dell’anno - dice - sono di solito quelli che hanno dati più negativi. L’incremento delle chiusure non ci sorprende. Che ci siano problemi è senza discussione».
Giovanni Martini, presidente della commissione centro storico di Ascom, spiega invece la sua ricetta per uscire dalla crisi. Che si basa su tre punti principali: l’accessibilità al centro storico, una riconsiderazione dei varchi telematici e della Ztl («da dividere in due parti: intoccabile il cuore del centro, più raggiungibili le zone di contorno dentro le Mura»), una nuova e migliore segnaletica («ad oggi difficilmente comprensibile anche dai lucchesi, oltre che dai turisti») e l’obiettivo di riportare quanto prima gli uffici e i servizi nel centro storico, dagli studi dei professionisti all’agenzia delle entrate. «Purtroppo - spiega Martini - non si può vivere di solo turismo, che è fiorente ma solo per alcuni mesi l’anno. Occorre stimolare i lucchesi a riavvicinarsi, anche affettivamente, alla loro città, al loro centro storico. Al quale, ad oggi, si accede con troppa difficoltà, perché i parcheggi sono troppo lontani e costosi. Penso che Lucca contenga già la struttura adatta per realizzare un parcheggio a silos, senza forte impatto ambientale. La collocazione ideale potrebbe essere quella della ex Manifattura». (b.a.)
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