Segretaria nei guai per tutti i furti
In attesa della convalida dell’arresto la procura invia l’avviso di conclusione delle indagini alla donna sospesa dal servizio
LUCCA. La dettagliata informativa dei carabinieri di San Concordio consente al magistrato di turno di chiudere in fretta l’indagine inviando l’avviso di conclusione alla segretaria della Geal accusata di furto pluriaggravato in attesa della convalida dell’arresto (facoltativo) da parte del gip. Perché, stando all’accusa e come riportato da Il Tirreno nell’edizione di ieri, c’è un’altra impiegata dell’azienda che gestisce la rete idrica accusa apertamente Silvia Cortese, 46 anni, residente a S. Anna, di averle rubato dalla borsetta 20 euro mentre si trovava in ufficio.
Un episodio avvenuto venerdì 25 maggio e di cui era stato informato sia l’amministratore delegato Paolo Saccani, sia i militari guidati dai marescialli Finocchi e Zingale che da mesi stavano monitorando la situazione e avevano raccolto le 9 denunce presentate dalle cinque impiegate che, in tempi diversi, avevano subito furti di banconote da 10, 20 e 50 euro all’interno delle loro borsette durante l’orario di lavoro in ufficio. La segnalazione aveva dato il via all’operazione dei carabinieri. Che, in accordo con il direttore della Geal, avevano fotocopiato le banconote nella borsetta delle impiegate consegnandole a Saccani in modo che, in caso di nuovo furto negli uffici, attraverso una perquisizione alla segretaria si potessero recuperare i soldi rubati confrontandole con le fotocopie attraverso i numeri di codice. Cosa che è puntualmente avvenuta lunedì mattina.
Proprio in virtù di questa nuova denuncia - che si aggiunge al duplice furto per complessivi 30 euro negli uffici Geal di viale Luporini seguito all’arresto della segretaria da parte dei carabinieri - il magistrato ha potuto formulare un dettagliato capo d’imputazione aggiungendo a quel punto anche le altre denunce delle impiegate formalizzate nella caserma dei carabinieri di San Concordio a partire dal dicembre 2011. In sei mesi le colleghe di lavoro della segretaria denunciano ammanchi per una cifra compresa tra i duemila e i tremila euro. E l’indiziata principale è proprio Silvia Cortese.
Attualmente la donna è stata sospesa cautelativamente dal servizio e rischia, in caso di condanna, provvedimenti ben più gravi sino alla possibilità del licenziamento. La sua posizione processuale potrebbe decisamente migliorare in caso di restituzione delle somme contestate dalle colleghe di lavoro che hanno denunciato i furti (per una di loro, che ha presentato almeno tre-quattro esposti, si parla di una somma che si avvicina ai 5-600 euro). In quel modo l’indagata eviterebbe la costituzione di parte civile delle dipendenti Geal. La posizione dell’azienda?
L’amministratore ha ventilato l’ipotesi di costituirsi parte civile, ma nel caso di specie non è la società partecipata che gestisce la rete idrica lucchese ad aver subito il furto, ma alcune dipendenti. Quindi la Geal non avrebbe titolo per farlo a meno che non voglia costituirsi nei confronti della dipendente per il danno provocato all’immagine dell’azienda con sede in viale Luporini. Al momento dell’arresto da parte dei carabinieri - la donna è tornata subito libera nonostante la flagranza del reato perché incensurata e per l’esiguità della somma - la segretaria non ha saputo spiegare il motivo dei suoi gesti. Forse i soldi in busta paga non le bastavano per togliersi qualche sfizio o forse alla base dei furti ci sono problemi di natura familiare e personali . (l.t.)
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