Il Tirreno

Lucca

Padre denuncia il figlio dopo il furto di una moto

Non esita a chiamare il 113 quando il ragazzo torna a casa in sella a una Yamaha I poliziotti lo hanno trovato mentre era in garage intento a smontare il mezzo

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LUCCA. Padre coraggio non esita a denunciare il figlio finito sulla cattiva strada e che di recente aveva collezionato una serie di reati. Accade nella periferia della città - tra S. Cassiano a Vico e Ponte a Moriano - e il genitore telefona al 113 quando vede arrivare il figlio ventenne in sella a una Yamaha da cross di grossa cilindrata. Una moto che non poteva essere la sua. Il mezzo era senza targa e l’uomo - operaio, 50 anni - dopo aver cercato invano di parlare con il figlio e chiedergli la provenienza della motocicletta giapponese ha telefonato al centralino della polizia. «Venite, mio figlio è rientrato a casa con una moto rubata» le parole pronunciate dal genitore angosciato per il suo ragazzo finito in un giro pericoloso e con alle spalle denunce per reati contro il patrimonio.

Una telefonata che ha attivato l’ufficio volanti diretto dal dottor Leonardo Leone. Una pattuglia si è precipitata a casa del ragazzo. Ad attendere i poliziotti ha trovato il padre. L’uomo ha ribadito i suoi sospetti: quella moto è stata rubata e qualcuno l’ha consegnata a mio figlio.

Gli agenti hanno sorpreso il ventenne proprio mentre stava smontando dei pezzi della moto. Il mezzo è stato sequestrato e attraverso il telaio gli agenti hanno appurato che la Yamaha era stata rubato alcuni giorni fa a Lido di Camaiore. La motocicletta e i pezzi tolti probabilmente per essere rivenduti sono stati restituiti al proprietario del mezzo che ha ringraziato gli agenti per il tempismo.

Non si aspettava di poter tornare in possesso del mezzo del valore di alcune migliaia di euro. Stando alla polizia i pezzi smontati in casi del genere vengono rivenduti su internet e recuperarli diventa praticamente impossibile.

Il ventenne è stato condotto in questura e denunciato per ricettazione. Nella speranza che la lezione sia servita e che da ora in poi il giovane possa mettere la testa a posto.

Sono in aumento i reati contro il patrimonio che vedono protagonisti under 20. Ragazzi con problemi esistenziali o caratteriali che a volte finiscono nella rete della microcriminalità per noia o perché si sentono emarginati. La famiglia spesso non riesce da sola a far fronte al disagio e a volte la disgregazione del tessuto familiare (separazioni, litigi, incomprensioni) non aiutano gli adolescenti a formare una loro identità. Tra i ragazzi che delinquono ci sono anche molti extracomunitari che vivono in condizioni di degrado e che finiscono nella rete dello spaccio o del furto.

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