Il Tirreno

Lucca

Solo in pochi mesi cancellate quaranta ditte di autotrasporto

di Arianna Bottari
Solo in pochi mesi cancellate quaranta ditte di autotrasporto

La crisi colpisce duro e la Cna apre il servizio Sos imprese Offre consulenze e sostegno alla categoria dei camionisti

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LUCCA. Aumento dei costi e una normativa europea che rischia di mettere in seria difficoltà gli autotrasportatori, che già stanno affrontando un periodo nerissimo. Di questo e altro si è parlato alla riunione organizzata dalla Cna Fita nella sede di via Romana alla presenza della responsabile albo autotrasportatori della provincia, Cecilia Di Somma e dell’avvocato Andrea Tracci, del presidente della Cna provinciale Ugo Da Prato e del presidente regionale Fita Franco Coppelli.

In provincia gli iscritti all’albo degli autotrasportatori sono 980. Solo nei primi mesi del 2012, una quarantina di ditte sono state cancellate d’ufficio, per una novantina sono iniziate le procedure per la cancellazione e il timore è che la situazione continui a peggiorare, come spiega Cecilia Di Somma. «Non c’è solo la crisi economica. Seppur questa incida moltissimo, ci sono altri fattori di rischio, come la nuova normativa europea alla quale gli autotrasportatori dovranno adeguarsi entro il 4 giugno, pena l’esclusione dall’albo. Abbiamo inviato circa 250 lettere per l’adeguamento alla normativa europea, che è più complessa e richiede passaggi specifici. Speriamo che le ditte si rendano conto di quanto importanti questi passaggi siano e si adeguino, anche se questo significa dover far fronte a nuove spese».

«Quando le assemblee sono così partecipate, quando veniamo chiamati in continuazione per spiegazioni e chiarimenti, significa che la crisi è davvero grave – commenta Ugo Da Prato –. Negli ultimi mesi sono stati moltissimi gli autotrasportatori che si sono rivolti ai nostri uffici. Anche per questo abbiamo deciso di avviare un nuovo servizio: Sos imprese, uno sportello al quale ci si potrà rivolgere non solo per informazioni tecniche e amministrative, ma anche per avere un aiuto morale e psicologico, per trovare una soluzione a quei problemi che ogni giorni i camionisti devono affrontare. Pensiamo al caro-gasolio, all’aumento dei costi degli pneumatici (per i quali dobbiamo pagare, in anticipo, anche lo smaltimento) e delle assicurazioni. Non è facile andare avanti così».

Sulla stessa linea Franco Coppelli, una lunghissima storia ai vertici della Fita e ora al servizio dei colleghi, per cercare di guidarli nella giungla delle nuove leggi. «Le ditte dovranno affrontare un monte di pratiche burocratiche, quelle stesse pratiche che spesso vengono sottovalutate, dimenticate per lavorare qualche ora in più. Ma senza questi passaggi, che coinvolgono la capacità professionale e finanziaria degli autotrasportatori, non si può andare avanti. Inutile dire che sono molte le aziende a rischio. Siamo molto preoccupati. La normativa europea uniforma il mercato, dimenticando però che il mercato italiano è diverso da quello tedesco o belga, che qui ben il 92% delle merci viaggia su gomma, per la carenza di infrastrutture. Le autorità danno l’impressione di navigare a vista, ma intanto le ditte rischiano di affogare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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