Il presidio
Parte la diffida al Comune sulle royalty della mensa
Il comitato protesta buoni pasto torna ad attaccare. L’ultimo atto è una diffida al Comune in materia di royalties incassate sui pasti
LUCCA. Il comitato protesta buoni pasto torna ad attaccare. L’ultimo atto è una diffida al Comune in materia di royalties incassate sui pasti nel caso in cui il centro unico di preparazione pasti per le scuole cittadine venisse utilizzato dalla società concessionaria, la Del Monte, per preparare pasti anche per aziende private (in questo caso il Comune incasserebbe una cifra ragguardevole: 1,048 euro per ciascun pasto preparato extra scuola (al quale va aggiunta l’Iva del 20%).
I genitori hanno preso subito una posizione forte, come spiega la referente del direttivo del comitato di protesta buoni pasto, Michela Donati. Non dimenticano infatti, come spiega la stessa Donati, che il centro unico prenotazione pasti, dalla sua apertura, grava sulla tariffa della mensa scolastica a carico delle famiglie. Motivo per cui se il Comune avesse altre entrate dal centro dovrebbe usarle per scopi precisi, in primo luogo per le rate di ammortamento delle spese sostenute per il centro pasti.
La diffida è già stata inviata all’assessore uscente alla scuola Moreno Bruni e al dirigente del settore pubblica istruzione, ma anche ai due candidato a sindaco che domani vanno al ballottaggio (Alessandro Tambellini e Pietro Fazzi).
Nella lettera, inviata dal comitato attraverso il suo legale, l’avvocato Nicola Marcuccetti, viene puntualizzato che «eventuali revisioni delle royalties dovute dalla ditta Del Monte dovranno essere finalizzate solo a una corrispondente riduzione delle tariffe applicate all'utenza del Comune, scomputando prima di tutto dalle stesse la quota oggi inserita a titolo di ammortamento per la realizzazione del centro unico preparazioni pasti ed eventualmente risolvendo anche il problema dei conguagli per l'anno scolastico 2010/2011, oggetto del contenzioso pendente davanti al Tar Toscana. In tal modo i benefici di una simile soluzione verrebbero trasferiti direttamente agli utenti del servizio e al Comune che stanno già pagando i costi di realizzazione del centro».
Non finisce qui. Il comitato buoni pasto ritiene «utile e opportuno che i proventi delle royalties siano vincolati attraverso un atto del consiglio comunale a interventi di edilizia e progetti scolastici, ma senza intermediazioni di sorta. Deve essere direttamente il Comune a disporre di queste cifre, ad averne capacità, oltre che facoltà», conclude il comitato dei genitori.
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