Il Tirreno

Lucca

IL FENOMENO

Pensionamento anticipato conveniente con redditi alti

LUCCA. C’è anche una categoria di donne che ci guadagna accettando di andare in pensione anticipatamente, sfruttando una disposizione (mai abrogata) contenuta nella legge 247 del 2004 che non è mai...

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LUCCA. C’è anche una categoria di donne che ci guadagna accettando di andare in pensione anticipatamente, sfruttando una disposizione (mai abrogata) contenuta nella legge 247 del 2004 che non è mai stata abrogata, neppure dalla recente riforma Fornero e che consente, in via sperimentale, un pensionamento anticipato per categorie di donne con determinati requisiti.

Possono andare in pensione anticipatamente entro il 2015, a patto che entro quella data abbiano maturato 35 anni di contributi versati e 57 anni di età (lavoratrici dipendenti) o 58 anni di età (lavoratrici autonome) senza perdere un euro, le donne con uno stipendio medio-alto. Come conferma il direttore del patronato Inac, Libero Seghieri, sono favorite dal calcolo contributivo, le lavoratrici (autonome o dipendenti) che abbiano un reddito al di sopra dei 100mila euro lordi l’anno. «Chi abbia i requisiti e possa andare in pensione con 35 anni di contributi entro il 2015 - conferma Libero Seghieri - è avvantaggiato dal calcolo contributivo se ha un reddito annuo da 100mila euro in su. Questo significa anche che, quanto più ci si avvicina alla soglia dei 100mila euro di stipendio, tanto più bassa sarà la decurtazione mensile (si parla di pochi punti percentuali) scegliendo di andare in pensione a 57 o 58 anni».

In sostanza, se una donna ha uno stipendio di 90mila euro, andando in pensione anticipatamente magari rinuncia solo al 2 o 3% della mensilità che le spetta e che comunque è sempre alta. Questo meccanismo scatta in virtù di un sistema previdenziale, ora basato sul calcolo contributivo e non più retributivo che - come già denunciato dallo stesso Seghieri nei mesi scorsi - premia le persone con stipendi alti e penalizza, invece, quelle con stipendi medio-bassi.

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