Manifattura, l’appalto al consorzio Menotti
Dopo la sentenza del Tar, il Comune affida il restauro da 17 milioni al secondo classificato
LUCCA. Sarà il consorzio Ciro Menotti a trasformare la ex Manifattura in un centro per le arti e lo spettacolo, il contrasto al disagio, lo sviluppo delle tecnologie e delle imprese. Dopo la sentenza del Tar, infatti, che annulla l’affidamento dell’appalto da 17 milioni di euro all’associazione temporanea di impresa fra S.a.c.a.i.m spa e MBF edilizia spa, il Comune ha deciso di assegnare l’intervento alla cordata emiliana che si è classificata seconda.
Proprio questa associazione temporanea di impresa guidata dal consorzio Ciro Menotti aveva impugnato l’assegnazione della progettazione esecutiva e del restauro del complesso nel centro storico (di cui fa parte anche l’ex convento di San Domenico) alla Sacaim. Il Tar ha ritenuto che i vizi rilevati fossero reali e quindi ha annullato l’affidamento.
Questo non significa che tutto ricomincia da capo. Anzi. Su indicazione dei legali, infatti, il Comune porta avanti l’appalto con l’assegnazione dei lavori al consorzio Ciro Menotti: questa scelta consentirà all’amministrazione di rispettare i tempi di ultimazione dell’intervento di restauro e, quindi, di non perdere il finanziamento comunitario che ha reso possibile questa operazione. Il recupero della ex Manifattura, infatti, rientra nel Piuss, il piano di riqualificazione di fabbricati ed aree degradate del centro storico, finanziato al 60% da fondi comunitari, erogati, tramite bando, dalla Regione. Il mancato rispetto dei termini indicati in questo bando - compreso quello della ultimazione dei lavori e della rendicontanzione delle spese - comporta la perdita del contributo europeo.
In pochi mesi è la seconda volta che il Comune è costretto a passare l’affidamento dei lavori di un progetto inserito nel Piuss al secondo classificato: un precedente c’è stato con il restauro del teatro del Giglio.
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