Il Tirreno

Lucca

Passerella, parte l’esposto in procura

di Barbara Antoni
Passerella, parte l’esposto in procura

Legambiente promette battaglia: il ponte sul Serchio quasi ultimato comporta un rischio idraulico per il fiume

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LUCCA. «Così come è stata realizzata la viabilità di collegamento della passerella sul Serchio alla via Alzaia e alla via del Tiro a segno comporta un rischio idraulico per il fiume in caso di esondazione. Perchè i piloni che sorreggono i tratti di corsia di prolungamento della passerella insistono sugli argini golenali e perché il terrapieno realizzato sul lato di Monte San Quirico occupa una parte dell’alveo».

Legambiente torna all’attacco riguardo la passerella sul fiume Serchio e annuncia, a breve, un esposto in procura contro il Comune.

Documenti alla mano, Legambiente contesta la “disobbedienza” del Comune nella costruzione della passerella. «L’ufficio regionale per la tutela del territorio - spiega il presidente di Legambiente Michele Urbano - aveva bocciato il progetto della passerella, ritenendo che le spalle del ponte dovessero essere spostate in modo da non interferire con le opere arginali presenti. Nel caso in cui le opere comportassero varianti agli strumenti urbanistici, il Comune avrebbe dovuto depositare le indagini geologico tecniche in conformità alle disposizioni vigenti. Invece, sottolinea, le prescrizioni non sono state rispettate».

Sempre Legambiente contesta quanto il Comune ha riportato in occasione del sopralluogo pre-inaugurale della passerella in materia di costi sostenuti per la realizzazione dell’opera. «Impossibile che sia costata un milione seicentomila euro quando dalla determina del 2006 si evinceva che circa un milione 800mila euro sarebbe costato solo il primo lotto dei lavori; l’opera completata invece era prevista per un importo di due milioni 900mila Iva compresa. Il Comune deve spiegare queste incongruenze».

Non è solo Legambiente a scagliarsi contro la passerella. Anche Giuseppe Marsili, presidente dell’associazione Parco di Sant’Anna interviene in materia di rischio idraulico. «Ormai la trave di impalcato ostruisce il passaggio, in fregio al fiume, a qualsiasi mezzo di altezza oltre i due metri e mezzo; per rimediare, una parte del ponte è stata realizzata con strutture definite mobili. Ma in occasione della cerimonia inaugurale le leve non sono state fatte funzionare: la struttura non risulta alimentata da energia elettrica».

E mentre il Movimento 5 stelle invita i candidati a sindaco a un confronto pubblico «sul futuro utilizzo della passerella, sui costi dettagliati sostenuti per realizzarla e sulle modalità con cui è stata progettata», il candidato sindaco Pietro Fazzi, sindaco all’epoca in cui decollò il progetto della passerella, plaude alla sua (quasi) ultimazione e propone di denominarla “Passaggio delle scogliere” con la memoria del poeta Ungaretti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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