Il Tirreno

Lucca

Finisce in trappola la gang che clona carte di credito

di Luca Tronchetti

Tra i tre romeni arrestati dai carabinieri di Borgo Giannotti e del radiomobile è già libero quello sui cui pende un mandato di cattura per frode telematica

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LUCCA. È ricercato a livello internazionale con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica. A spiccare il mandato di cattura la magistratura francese. Oltrettutto nei suoi confronti ci sono precedenti per rapina e furto. Doru Salcianu, 35 anni, romeno, arrestato sabato sera dai carabinieri di Borgo Giannotti assieme alla moglie Mirella Georgita di 23 anni e a un connazionale per possesso e utilizzo di carte di pagamento falsificate dopo l’udienza di convalida è di nuovo libero.

Difficile rivederlo al processo che vede alla sbarra Gheorge Dragomir, 26 anni, unico detenuto nel carcere di S. Giorgio che si è preso la responsabilità del tentativo di raggirare alcuni esercizi commerciali della periferia cittadina sostenendo di non conoscere la coppia che attualmente dimora nel centro di Pisa. Una storia singolare con il giovane che dice di provenire dalla Spagna e di aver ricevuto da altri le carte di credito sequestrate. Il giudice nei confronti del romeno nel mirino della magistratura transalpina e di sua moglie non ha previsto alcun obbligo di firma o di dimora nonostante quei precedenti penali.

Invece i carabinieri di Borgo Giannotti, assieme ai militari del radiomobile guidati dal tenente Andrea Senes, sono convinti di aver messo le mani su una delle tante bande dell’Est - composte da romeni e bulgari - che viaggiano su e giù per l’Europa utilizzando carte di credito clonate per acquistare merci da ricettare e rivendere nel loro paese d’origine.

L’arresto. Già da una settimana nel mirino erano finiti alcuni esercizi commerciali in via SS Annunziata come il Carrefour e Mediaworld. Qualcuno utilizzando carte di credito clonate effettuava operazioni illecite. I gestori del supermercato locale della catena francese avvertono allora i militari di Borgo Giannotti diretti dal maresciallo Vincenzo Cattano. Che preparano una trappola convinti che quel giovane - a bordo di una Mercedes - tornerà nella zona e proverà a utilizzare la stessa carta o una nuova per fare acquisti soprattutto di materiale elettronico e telefonia. Sabato sera a Mediaworld si presenta Gheorge Dragomir. Con lui c’è anche la coppia di connazionali. Vuol fare acquisiti per 3-400 euro usando la carta. Ma la transazione va a vuoto e prima che i tre possano allontanarsi per cercare maggior fortuna altrove i carabinieri, avvertiti preventivamente, li bloccano e li portano in caserma. Nelle tasche di Dragomir ci sono due carte American Express e una Visa che vengono sequestrate. E nell’attuale dimora - nel centro di Pisa - del romeno viene sequestrato materiale informnatico: iPhone, iPad, tablet della Vodafone, un pc portatile e un orologio Swarosky. Merce per diverse migliaia di euro di cui il romeno non sa dare spiegazioni. Non risulta però siano state acquistate pagando con le cards contraffatte.

Il meccanismo. Emerge che, almeno una delle carte, è stata clonata a un cittadino americano. Come? Attraverso l’analisi di una transazione via Internet. Con appositi programmi entrano in qualche sito commerciale e copiano nome, cognone e numero identificativo della tessera. A quel punto riproducono la carta di credito con tanto di banda magnetica. Un sistema ingegnoso che viene scoperto nell’immediatezza soltanto se la transazione non va in porto e se il commerciante ha l’accortezza di avvertire le forze dell’ordine. Altrimenti se dal lettore arriva l’okay alla carta il commerciante non si perita se i numeri di codice identificativo corrispondano o meno al possessore. Difficile, anche se a volte accade, che gli addetti chiedano un documento al possessore della carta di credito per verificare la reale identità dell’acquirente. E comunque con l’avvenuta transazione il commerciante riscuote regolarmente dalla banca che per questo tipo d’inconveniente è assicurata e le compagnie aumentando le tariffe recuperano le perdite per questo tipo di raggiro.

Coinvolgimento. Nel corso dell’udienza di convalida il pubblico ministero onorario Michela Malfatti leggendo le carte nota subito che uno dei tre arrestati ha precedenti specifici e un mandato di arresto dalla magistratura francese in relazione proprio a una vicenda legata a una frode telematica. Ma il principale imputato - Gheorge Dragomir - scagiona di fatto la coppia. Sostiene che li ha incontrati per caso in quel negozio di elettronica.

Precedenti. L’ultimo risale al 5 giugno del 2010. Un romeno - Gheoghe Giosu, 40 anni - munito di 45 tessere della metropolitana di Bucarest viene beccato, sempre dai militari di Borgo Giannotti, mentre prova a clonare i bancomat di 4 istituti di credito intascandosi 25mila euro. L’uomo patteggiò 18 mesi e tornò libero. In Romania e con i soldi.

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