Italia
Affitto dell’Eurosak, tre aziende italiane presentano l’offerta
Corsa in tribunale un’ora prima della scadenza del bando Adesso curatore e giudice hanno 15 giorni per decidere
PORCARI. Tre aziende del settore - una lucchese e altre due italiane - hanno presentato alla cancelleria del tribunale fallimentare entro mezzogiorno di ieri l’offerta per l’affittanza dell’Eurosak di Porcari. Sino alle 11 non si era fatto vivo nessuno. Poi, improvvisamente, sono saliti al primo piano del palazzo di via Galli Tassi i legali che rappresentano le tre importanti imprese. Entro mezzogiorno sono stati depositati i documenti indicati nel bando per la gara d’affitto dell’azienda dichiarata fallita dal tribunale alcuni mesi fa e attualmente in esercizio provvisorio sotto la direzione del dottor Ivano Carlesi, ex amministratore del gruppo Ciardella spa.
Da ieri il tribunale - e nella fattispecie il giudice delegato Giacomo Lucente e il curatore fallimentare Paola Del Prete - ha tempo quindici giorni per esaminare le tre proposte d’affitto d’azienda, valutarle e prendere le decisioni del caso che vadano nell’interesse dell’Eurosak e dei suoi lavoratori. Non è da escludere che le tre aziende che hanno formalizzato la domanda possano essere le stesse che - prima della decisione di ricorrere all’esercizio provvisorio - avevano in qualche modo preso contatti cercando di formalizzare un’offerta prima che fosse aperto il bando per l’affittanza della storica azienda leader nel settore degli imballaggi industriali. Competitors che avrebbero i requisiti necessari per chiedere l’affittanza dell’azienda di Porcari.
Dal 25 febbraio Eurosak è in esercizio provvisorio. La produzione è proseguita con buoni risultati. L’investitore che si aggiudicherà l’affitto - oltre all’avviamento - potrà disporre di un’azienda appetibile in grado di stare sul mercato e di produrre utili. Non solo. La ditta che otterrà dal tribunale l’affittanza maturerà anche il diritto di prelazione sull’acquisto. E con un attivo di produzione come risultato dell’esercizio provvisorio che fa ben sperare per l’immediato futuro.
Al momento sono una cinquantina i dipendenti impiegati nella produzione di imballaggi industriali. Sono state acquistate materie prime per soddisfare nuovi ordinativi e la curatela ha fatto quadrare i conti visto che l’istituto dell’esercizio provvisorio non ammette perdite.
Adesso la palla passa al giudice e al curatore che dovranno scegliere il piano industriale e occupazionale che garantisca maggiormente i creditori e che, possibilmente, non riduca ulteriormente i posti di lavoro. L’impressione è che la vicenda, che ha tenuto con il fiato sospeso i lavoratori e le loro famiglie oltre alla comunità di Porcari, possa concludersi positivamente evitando che si disperda un patrimonio industriale e umano di vitale importanza nella Piana.
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