Il Tirreno

Lucca

Nominati in 700, all’unanimità

di Alessandro Tambellini
Nominati in 700, all’unanimità

Per gli scrutatori, effettivi e supplenti, niente sorteggio. E il rischio di ripetizione di incarichi

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LUCCA. Trecentocinquantaquattro scrutatori e altrettanti sostituti. Da ieri mattina è ufficiale la carica delle oltre 700 persone che dovranno seguire e assistere alle operazioni di voto per le amministrative del 6 e 7 maggio.

Una lista che non è stata sorteggiata, come invece era stato annunciato una settimana fa dal sindaco Mauro Favilla che aveva anche parlato di fenomeni di lottizzazione che si sarebbero potuti verificare procedendo con le nomine dirette. Una presa di posizione che ha portato con sé degli strascichi, specialmente tra le liste e gli altri candidati che avevano imputato al primo cittadino di esserci svegliato solo ora e non quando durante il suo mandato c’erano stati anche altri appuntamenti elettorali.

Poi la marcia indietro improvvisa di Favilla perché non ci sarebbero stati i «tempi tecnici» e non meglio precisate «difficoltà di carattere organizzativo» per mantenere l’impegno. La commissione elettorale, presieduta da Marco Modena e composta da Matteo Garzella (Pd), Vincenzo Giorgi (Governare Lucca) e Roberto Lotti (Progetto Lucca), quindi ha proceduto a norma di legge scegliendo all’unanimità i nomi dall’albo degli scrutatori elettorali. Un elenco regolarmente aggiornato al 13 gennaio che quindi non contiene nominativi di persone che non sono più interessate a svolgere questa funzione.

I criteri che sono stati seguiti sono quelli collaudati dalla commissione elettorale: l’aver «dimostrato un’oggettiva motivazione personale a svolgere l’incarico; nel caso di persone che hanno già svolto questa funzione, di aver dimostrato capacità ed esperienza e di non aver subito rilievi e contestazioni; residenza non lontana dal seggio e l’aver evidenziato di trovarsi in una situazione socio economica particolare». A far discutere però è il fatto che il sindaco non abbia voluto introdurre anche il criterio della rotazione degli scrutatori. Un criterio suggerito soprattutto da Governare Lucca che il sindaco nei suoi appunti aveva introdotto per poi cancellarlo con un tratto di penna. Così alla fine c’è il rischio concreto che a fare gli scrutatori siano sempre le solite persone che erano già state chiamate negli ultimi appuntamenti elettorali per un incarico che vale alcune centinaia di euro, cosa non da poco nei momenti di crisi.

Il compenso degli scrutatori, infatti, è di 120 euro per il primo turno e di 120 euro in caso di ballottaggio. Negli 87 seggi ordinari, quindi, lo scrutatore percepisce lo stesso compenso del segretario del seggio nominato dal presidente (che prende, invece, 150 euro per ciascun turno). Ridotti i compensi nei 3 seggi speciali: il presidente ha un compenso di 90 euro e lo scrutatore di 61 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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