Il Tirreno

Lucca

Su scrutatori e rimpasto di giunta gli altri candidati contro Favilla

di Barbara Antoni

Considerato giusto il sorteggio, criticati i tempi e la sua nomina a presidente della commissione Il sindaco ribatte: ho deciso dopo un esposto sulle spartizioni e sono pronto alle denunce

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LUCCA. Il polverone scoppia dopo l’ennesimo rimpasto di deleghe (ritirate agli assessori Maurizio Dinelli e Antonino Azzarà, il primo candidato sindaco e avversario di Mauro Favilla; il secondo in lista con l’Udc) e l’assunzione, da parte del sindaco, della presidenza della commissione elettorale, perché, dice Favilla, «basta con il sistema di nomina clientelare nei seggi degli scrutatori». Che saranno, stavolta, sorteggiati.

L’azione di Favilla scatena la polemica tra i candidati a sindaco. Pietro Fazzi ( Udc e Per Fazzi sindaco), ritiene che « Favilla si comporti in modo capriccioso. Mi interessa che siano garantiti i diritti di cittadini ed elettori; da Favilla pretendo che sia garante delle leggi. Oggi compie un’azione del genere, perché non prima? Sorprende che si sia ravveduto solo ora. Ci sono stati durante il suo mandato altri appuntamenti elettorali, referendum. E lui c’è dal 2007».

Per Alessandro Tambellini (centrosinistra), «tutto ciò che va nella direzione di dare eticità al sistema è buono. Se c’è un albo degli scrutatori è giusto che venga usato nel modo più imparziale. Mi torna strano che solo adesso si decida così. Fintanto che l’attuale giunta ha avuto una maggioranza forte era meno interessata a questi provvedimenti».

Luca Leone (Impegno Comune) non considera «sbagliato il sistema della nomina degli scrutatori. Se uno è interessato, fa domanda e viene nominato da un partito. Il sorteggio è un’ipotesi ragionevole, ma il ruolo del presidente della commissione elettorale è solo proforma, non credo che il sindaco parteciperà al sorteggio».

Andrea Colombini (Andrea Colombini sindaco) ricorda che «cinque anni fa fui artefice di un controllo successivo allo scrutinio delle liste elettorali, che mi portò a scoprire gravissime irregolarità. Sono contento che il sindaco abbia scelto un metodo che dà più chiarezza e serenità al voto. Anche stavolta sarò un controllore attento dello spoglio del voto. Il rimpasto mi pare un provvedimento ridicolo a meno di un mese dalle elezioni».

Giuliano Marchetti (Dignità lucchese) da «non sindaco» quale si definisce, considera l’azione di Favilla «un’innovazione, che non ho capito. Sarà evidentemente in suo potere. Io non sono in grado di verificare. Il rimpasto? Meglio se l’avesse fatto prima».

Daniela Rosellini (Movimento 5 stelle) vede il rimpasto come «un regolamento di conti interno, senza spiegazione logica. Il sorteggio dei candidati è positivo se serio. Ma il sindaco presidente della commissione elettorale non mi convince: dentro dovrebbero esserci tutti i candidati». Diretto Antonio Trapani (Lega Nord): «Il rimpasto a venti giorni dalle elezioni è una pagliacciata. Se erano necessari, tutti i cambiamenti andavano fatti prima».

Per Piero Angelini (Governare Lucca e Valore alle idee) le azioni di Favilla sono solo «un modo di emanciparsi da un giudizio che lo rincorre, di essere indagato per concorso in corruzione. Ha assunto un insopportabile tono moralista: lui che le regole le ha sempre violate».

Maurizio Dinelli (Noi Lucca, Giovani per Lucca, Pli, Mat) non commenta: «Mi occupo di cose concrete; se il sindaco ha ritenuto di presiedere la commissione si sarà consultato».

E Favilla tuona: «Mi attacchino pure, quelli che vogliono spartirsi i seggi. Li denuncerò all’autorità giudiziaria. E’ stato l’esposto di un cittadino a sollevare il problema. Incontravo gente che mi diceva “tizio mi ha promesso questo e quest’altro”. Ho chiesto all’ufficio elettorale ed era così. Il sorteggio taglia la testa al toro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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