Lo sfogo del fotografo sotto sfratto: «Sono emarginato perché mi oppongo alla diocesi»
Sergio Benetti lancia una proposta alla curia: vuole acquistare il fondo da cui gli si ordina di sloggiare e promette che provvederà affinché dopo la sua morte l’immobile torni agli attuali proprietari
Esce di casa e i vicini non lo salutano più. I clienti si sono rarefatti, le signore che la domenica, dopo la messa, andavano a dar da mangiare ai gatti nella sua corte non si vedono più. E non trova un avvocato disposto a dargli assistenza legale. «Tutti gli avvocati che interpello - spiega Sergio Benetti, fotografo con lo studio in via Busdraghi a Lucca, un immobile di proprietà della diocesi - mi dicono che sono dalla mia parte, ma più che darmi delle dritte non fanno. Non mi possono tutelare, dicono, perché non possono andare contro la diocesi».
Invece di rassegnarsi, Sergio Benetti ha pensato bene di lanciare un altro guanto di sfida: dal fondo che occupa non se ne vuole andare. E’ in grado di comprarlo e così lo ha messo per iscritto. La raccomandata è già partita - destinazione curia - e ora attende risposta. «Alla mia morte - promette - darò disposizioni affiché l’immobile torni agli attuali proprietari».
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