Aria sotto controllo riparte le centralina di San Micheletto
Comune, Legambiente e Arpat concordi sul progetto L’apparecchiatura avrà però una diversa collocazione
LUCCA. La centralina di San Micheletto (in via Elisa) che misura la qualità dell’aria è prossima a tornare in attività. Con una variante: cambierà collocazione.
Lo studio del Comune è pronto e l’Arpat ne sta valutando le proposte contenute. E i tempi di decisione - questo l’auspicio - dovrebbero essere brevi.
Il controllo della salute dell’aria che respiriamo, del tasso di polveri fini e altri inquinanti, come ha denunciato alcune settimane fa Legambiente, non può essere esaustivo con il concentramento delle rilevazioni in un’unica centralina, riferimento per tutta la città di Lucca e la Piana. Quella, in sostanza, collocata in via Carlo Piaggia a Capannori: da circa un anno, rappresenta l’unica fonte di misurazione effettiva dell’aria sull’intero territorio.
Con Legambiente, anche il l Comune ha ravvisato l’insufficienza della misurazione e ieri la stessa considerazione è stata condivisa da Arpat. Infatti, il direttore di Arpat Gaetano Licitra ha affermato pubblicamente ((durante il convegno che si è svolto a Navacchio, sul progetto Ripeg, acronimo per rivelatore per il monitoraggio in tempo reale del particolato ultrafine e di gas inquinanti in aree urbane) che per Lucca è necessario che la centralina di San Micheletto torni ad essere attiva, seppure con una diversa collocazione.
Conferma l’assessore all’ambiente Maurizio Dinelli che il Comune, a questo proposito, ha fatto la sua parte. «Da mesi - spiega l’amministrazione - stiamo studiando il nuovo posizionamento della centralina. Lo studio è ormai concluso e lo abbiamo sottoposto al vaglio di Arpat. Abbiamo individuato una collocazione che identifica un punto significativo della città in quanto a misurazione della qualità dell’aria. Al momento posso solo dire che si trova in una zona “di mezzo”: né prossima a un passaggio al livello, tantomeno a un bosco: sarebbero due ipotesi assurde». Dinelli aggiunge che, sulla scorta dei problemi di traffico pesante in viale Europa, è stata richiesta l’implementazione anche di una centralina in via Salicchi.
L’input che si registra - sia dalla pubblica amministrazione che dal fronte ambientalista - è che i tempi per il ritorno in attività della centralina siano il più tempestivi possibile. L’aria ha bisogno di essere visionata con grande attenzione, anche perché i primi mesi dell’anno hanno fatto già registrare un numero preoccupante di sforamenti di polveri fini: oltre venti, su una soglia massima di 35 consentiti in un anno.
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