Coinvolgere anche i militari nella tutela
Da Roma arrivano suggerimenti per non far modificare statue e parchi della Rimembranza
LUCCA. I militari in ausilio delle Sovrintendenze. E pressioni sull’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani. Per garantire la tutela dei monumenti ai caduti e dei parchi della Rimembranza legati alla prima guerra mondiale, il comitato tecnico-scientifico del ministero dei Beni culturali vuole coinvolgere enti e istituzioni «in un’ottica di collaborazione fra le pubbliche amministrazioni».
Le proposte scaturiscono nelle riunioni (ormai di alcuni mesi fa) nelle quali è stato sollevato il problema di spostare da piazzale Verdi e dal parco della Rimembranza il monumento ai caduti della Grande guerra, in modo da poter “riqualificare” l’area con un nuovo anfiteatro per la cultura, inserito nel Piuss, il piano di recupero e valorizzazione delle aree e dei fabbricati degradati del centro storico.
Già a giugno dello scorso anno, Daniele Ravenna, direttore del servizio Studi del Senato, solleva la questione lucchese, sulla base dell’esposto presentato da Italia nostra di Lucca, per scongiurare lo spostamento del monumento ai caduti. E l’architetti Antonia Recchia, presidente del comitato tecnico-scientifico per la tutela del patrimonio della prima guarra mondiale, suggerisce che ci debba a «essere un più stretto collegamento fra sovrintendenze e comitato ministeriale anche per le iniziative di vincolo». A spingersi più in là, nella stessa riunione, è il colonnello Antonino Zarcone, capo dell’ufficio storico dello Stato maggiore del ministero della Difesa che propone «il coinvolgimento anche dei militari per ausilio alle soprintendenze, nell’ottica di una leale e fattiva collaborazione fra le pubbliche amministrazioni».
A distanza di pochi mesi da questa prima riunione e da queste prime dichiarazioni di intenti, a ottobre del 2011 l’architetto Giuseppe Morganti della segreteria tecnica della Direzione generale dei Beni culturali osserva che «bisognerebbe incidere sulla proprietà dei monumenti, generalmente i Comuni». E per rendere concreta la proposta suggerisce di coinvolgere l’Anci. Nell’attesa, l’architetto viene incaricato di redigere una «lettera circolare ai Comuni sulla tutela dei monumenti ai caduti, nella quale siano diffusi anche i criteri tecnico-scientifici» su come esercitare questa azione di protezione. Oltretutto, queste indicazioni - si ricorda in sede di riunione del comitato tecnico-scientifico - sono già indicati nel decreto ministeriale del 4 ottobre 2002, “Documento per la definizione dei criteri tecnico-scientifici per l’applicazione della legge 78 del 2001 (sulla tutela del patrimonio della Prima guerra mondiale)». Ma il timore - conclude Antonia Recchia - è che l’età di alcune leggi di tutela e l’abrogazione di alcune disposizioni «potrebbero indurre amministrazioni e privati a non ritenere più vigenti le disposizioni (di tutela)».
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