Centinaia di precari delusi dalle mancate assunzioni a scuola
I nuovi organici saranno definiti dal ministero in base ai pensionamenti e all’incremento degli alunni
LUCCA. Nessun numero sui nuovi assunti nella scuola: fare previsioni in provincia è, ad oggi, impossibile, perchè le domande di pensionamento non sono ancora partite, vanno preparati i nuovi organici e non c'è alcun riferimento su quanti posti verranno assegnati. Quello che è chiaro è che la speranza riposta nelle 10mila nuove assunzioni da parte dei tanti precari in graduatoria da anni è definitivamente caduta: nel decreto semplificazioni, infatti, scompare l'indicazione delle diecimila assunzioni, affidando il finanziamento di eventuali aumenti di organico ad un fondo del ministero dell'istruzione.
Insomma le nuove assunzioni ci saranno, ma si tratta di un numero indeterminato, legato all'andamento della popolazione scolastica: se gli alunni aumenteranno, in sostanza, anche gli insegnanti potranno aumentare.
Sono ore frenetiche quelle di questi giorni per gli addetti ai lavori: da una parte l'Ufficio scolastico provinciale in attesa di ricevere indicazioni precise e dall'altra i sindacati, Cgil in testa, dove, da quando è circolata la notizia di nuovi posti di lavoro, i telefoni hanno cominciato a squillare senza tregua.
«C'è grande attesa e grande interesse sul tema – spiega Marcella Zani, segretaria Flc-Cgil Lucca –. A settembre 2011 siamo riusciti, grazie alle nuove assunzioni, a far entrare di ruolo 530 precari nella nostra provincia, tra docenti e personale Ata. Numeri importanti, vista la difficile situazione in cui versano le scuole lucchesi. Ad oggi però è impossibile fare una previsione esatta, di certo c'è che mai come in questo momento gli istituti avrebbero bisogno di più personale. Sia per quanto riguarda la sorveglianza e la pulizia degli edifici sia per quello che concerne il personale docente, a partire dagli insegnanti di sostegno».
Le mancanze di organico, infatti, sono all'ordine del giorno nelle scuole lucchesi: ci sono strutture che hanno dislocato tutte le classi su un unico piano, perchè non hanno abbastanza bidelle per garantire la sorveglianza sull'intero edificio. Altre invece per qualche ora a mattina restano senza personale Ata, affidando così la gestione dell'istituto (sorveglianza, uscite, accompagnamenti in bagno) ai docenti di turno.
«La mancanza di personale Ata, dai bidelli ai tecnici al personale di segreteria, è ciò che pesa di più nelle scuole – continua Zani -. Ma non è l'unico problema: le classi sono sovraffollate, ci sono istituti superiori che arrivano a contare fino a 30 alunni per sezione e le strutture non sono adeguate».
Per le nuove assunzioni l'Usp andrebbe a pescare tra coloro che si trovano nella prima fascia delle graduatorie.
Nadia Davini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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