Il Tirreno

Lucca

Il Comune sollecita a fare i lavori per lo scalo merci

di Arianna Bottari

Provincia e Rfi invitate ad accelerare subito gli interventi L’unico cantiere aperto è quello del sottovia a Tassignano

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TASSIGNANO

 Sopralluogo delle commissioni comunali lavori pubblici, assetto idrogeologico e mobilità sul cantiere dello scalo merci del Frizzone e a Tassignano, dove sono previsti due nuovi sottopassi. I lavori sono in ritardo e il Comune invita Provincia ed Rfi ad accelerare gli interventi, fondamentali per il territorio. Intanto, il vicesindaco Luca Menesini, durante il sopralluogo in località Carnaio, ha confermato (come aveva anticipato Il Tirreno) nla disponibilità di Rfi a riaprire le due vie vicinali (via di Carnaio e via di Gallia) chiuse nei mesi scorsi per la realizzazione di un tronchetto ferroviario.

Non è stato rispettato il cronoprogramma per la realizzazione delle opere legate al nuovo scalo merci della Piana. I lavori al sottopasso carrabile di Tassignano sono fermi e al Frizzone bisogna ancora realizzare il nuovo cavalcaferrovia e posare i binari. A questo si aggiunge la chiusura di due vie vicinali di uso pubblico a Tassignano, in violazione del regolamento su questo tipo di strade approvato dal consiglio comunale. Questa la situazione emersa dal sopralluogo.

Al momento, l’unico cantiere attivo (ha riaperto proprio ieri è quello che interessa il sottopasso ciclopedonabile, a pochi passi di distanza dal passaggio a livello di Tassignano. I lavori del sottopasso carrabile tra via dell’Aeroporto e via dei Baccioni, dopo che è stata delimitata l’area del cantiere e sono stati fatti dei sondaggi nel terreno, non sono mai partiti.

Al Frizzone, invece, le opere procedono a rilento. Si devono ancora posizionare i binari nel piazzale dello scalo e, intervento più impegnativo, traslare il cavalcavia, rendendo più retta la strada che conduce al casello autostradale e permettendo di realizzare la viabilità d’accesso allo scalo. La situazione del sottopasso carrabile di Tassignano sembra quella più complessa.

«Bisogna capire che cosa si vuole e che cosa di può fare in quella zona, tenendo conto dell’area militare. Si rischia di realizzare un’opera che non servirà a niente, a meno di una variante (alla quale io sono personalmente contrario). Senza quella, sarà come spostare il traffico di 150 metri, ma sempre nel centro del paese. Per il resto, sono d’accordo nel sollecitare il completamento dello scalo merci», dice Gaetano Ceccarelli, dell’Udc. «A quanto pare è l’acqua a provocare problemi e ora Rfi dovrebbe spendere molto di più per fare il sottopasso, così è stato proposto un sovrappasso, ma secondo me l’ipotesi è impraticabile – dice Nicola Lucchesi del Gruppo Misto – perché taglierebbe in due il paese».«Lo scalo merci è un’opera strategica, che migliorerà la mobilità, con benefici concreti per i cittadini. Per questo valuteremo di chiedere alla giunta di impugnare l’accordo di programma, visti i ritardi. Facciamo appello alla Provincia, ente capofila dell’accordo, perché si adoperi per imprimere un’accelerata ai lavori», dicono Guido Angelini (presidente della commissione mobilità) e Mauro Rocchi (presidente della commissione lavori pubblici).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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