Il presidio
Trentamila euro dall’Asl per un’infezione al seno
di Luca Tronchetti LUCCA Piuttosto che affrontare un lungo ed estenuante processo civile per ottenere un risarcimento del danno conseguente a un intervento chirurgico decide di percorrere una via più...
di Luca Tronchetti
LUCCA
Piuttosto che affrontare un lungo ed estenuante processo civile per ottenere un risarcimento del danno conseguente a un intervento chirurgico decide di percorrere una via più breve: quella della conciliazione alla Camera di Commercio. Morale? Ottiene 30mila euro dall’Asl in tempi ragionevolmente brevi. Forse rinuncia a un risarcimento più consistente, ma almeno usufruisce del denaro subito anzichè attendere le calende greche. E con i tempi che corrono non è poco.
Protagonista della vicenda una professionista di 40 anni residente in Garfagnana. Nel 2007 a causa di un’infezione al seno si opera all’ospedale Campo di Marte. Ma nel periodo della convalescenza la situazione non migliora. Sopraggiungono complicazioni e soprattutto l’infezione al capezzolo non va via e le provoca altri disturbi. La situazione clinica peggiora e la giovane donna è costretta a sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico. Un intervento invasivo. Le resta sul seno una cicatrice permanente. Un danno grave con un’invalidità pari al 15 per cento accertata nel 2010. La giovane donna allora si rivolge al Centro Studi S. Marco che si occupa di pratiche infortunistiche. Si sottopone a visita medico legale che conferma il danno permanente. Seguita dall’avvocato Francesca DelCarlo decide di evitare una causa civile all’Asl. Non sopporta i tempi lunghi del processo con cause che prima di arrivare a conclusione impiegano 5-6 anni. Poichè anche da parte dell’Asl c’è la consapevolezza di aver commesso un errore e si vuol evitare un processo civile si decide quindi di tentare la conciliazione alla Camera di Commercio. Uno strumento divenuto obbligatorio da circa un anno per cercare in modo bonario di risolvere le controversie di carattere economico senza dover passare obbligatoriamente dal giudice. Alla fine arriva la soluzione che mette tutti d’accordo.
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