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Il centrosinistra dice no alle primarie
Baccelli le chiede ufficialmente alla coalizione che conferma, però, la candidatura di Alessandro Tambellini
di Ilaria Bonuccelli
Lucca
A palazzo Ducale non manca nessuno. E quando a metà pomeriggio parla Stefano Baccelli non vola una mosca. Tutti i partiti, Pd compreso, vogliono capire con esattezza la posizione del presidente della Provincia. Baccelli li accontenta. Vuole le primarie per la candidatura a sindaco. Altrettanto chiara la risposta delle forze di centrosinistra, Pd compreso: non le vogliono concedere. Troppo tardi. Per la gente il candidato sindaco della coalizione è Alessandro Tambellini, figura più che spendibile. Baccelli incassa ma non rinuncia: chiederà al proprio partito di pronunciarsi nella riunione del coordinamento provinciale fissata per lunedì pomeriggio. Se sarà un no secco, si ritirerà. Assicura che, da uomo di centrosinistra, appoggerà Tambellini, ma non si riterrà responsabile dell’eventuale sconfitta elettorale.
Dopo giorni di «si dice» le posizioni, a sinistra, sono finalmente chiare. Il Pd - ufficialmente - è tutto con Tambellini, il professore che cinque anni fa cedette il posto da candidato sindaco all’ex presidente della Provincia, Andrea Tagliasacchi, proprio perché perdente alle primarie. Ieri mattina il presidente della Regione, Enrico Rossi, lo ha invitato a non aver timore di nulla. La sera prima il segretario comunale Fabrizio Pardini gli ha assicurato che si dimetterà se si metterà in discussione la sua candidatura. Molti dei segretari dei circoli lucchesi sembrano intenzionato a seguirlo, se ce ne fosse bisogno. Come è stato fatto presente anche ieri pomeriggio a Baccelli. Ma il presidente della Provincia, con pacatezza, ribadisce di non ritenere né strampalata né tardiva la propria richiesta di primarie che nasce - spiega alla coalizione - dalla sensazione che il centrosinistra stia perdendo il controllo della città, che non stia parlando a tutti.
Baccelli pensiero. Il presidente della Provincia non nasconde alla coalizione di considerare «debole» la candidatura di Tambellini perché non adeguata a intercettare tutti gli umori dell’elettorato (potenziale) di centrosinistra. Soprattutto quello più moderato. Il fatto di chiedere le primarie, però - assicura Baccelli - non ha nulla a che vedere con la voglia di andare a cercare alleati al di fuori della coalizione di centrosinistra che oggi governa la provincia. Nessuna alleanza pasticciata, terzo o quartopolista, insomma. Non ci sarà neppure - ribadisce il presidente della Provincia - una lista Baccelli al di fuori del centrosinistra. In altre parole, il presidente della Provincia è pronto a rimettersi alla volontà del Pd e degli alleati. Se non gli venissero concesse le primarie, quindi, resterebbe fedele alla candidatura di Tambellini, ma si riterrebbe sollevato da qualsiasi responsabilità in caso di sconfitta elettorale. Imputabile, a suo avviso, solo alla coalizione che non ha voluto ascoltare il suo grido d’allarme.
La coalizione. Il centrosinistra ascolta con attenzione le parole di Baccelli. E la sua richiesta di primarie. Ma lo invita a rinunciare. E a mettere la sua esperienza al servizio della coalizione. Nessuno, infatti, nega che Baccelli sia portatore di umori che ad altri sfuggano. Ma la proposta è di intercettarli per aiutare Tambellini a vincere. E non per creare fratture nell’alleanza.
Tutti prendono atto del fatto c he Baccelli è stato consacrato candidato del centrosinistra alle elezioni provinciali solo dopo le primarie con l’avvocato Carla Guidi, ma il paragone - secondo i partiti - non regge. Infatti - è il sentire comune - quando Baccelli si è sottoposto alle primarie, pur da presidente uscente, nessun candidato era stato ancora investito ufficialmente. Tambellini, invece, è stato indicato da mesi candidato della coalizione . Ed è stato investito di questo ruolo dopo essere stato indicato all’unanimità sia dal Pd sia da tutti gli altri partiti dell’alleanza.
Quello che il centrosinistra si chiede, insomma, è perché se si sentiva l’esigenza (legittima) di primarie nessuno si è fatto avanti a luglio o ad agosto, quando ci sarebbe stato tempo anche per impostare un cammino diverso da quello già intrapreso. E anche condiviso da parte dell’elettorato di centrosinistra che, per sostenere Tambellini, ha versato contributi di 5 o 10 euro per la campagna elettorale.
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