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MEDICINA LEGALE

L’Asl rifiuta le responsabilità: «Visite garantite in 60 giorni»

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LUCCA

L’Asl si chiama fuori. Se ritardi ci sono nelle pratiche di verifica o concessione delle pensioni di invalidità, rimanda la palla all’Inps. E’ l’istituto che non esaminerebbe le pratiche nei 60 giorni assegnati dalla legge.

«Senza voler entrare nel merito dei compiti dell’Inps - esordisce il professor MassimoMartelloni, direttore della medicina legale dell’Asl - posso dire che l’azienda sanitaria convoca a visita le persone entro 60 giorni e non nei 90 che la legge dello Stato ci darebbe. Stiamo entro i due mesi, in realtà, in attuazione di una legge regionale che ha voluto ridurre i tempi delle procedure. Dopo di che tutto passa nelle mani dell’Inps che dal 2009 è il soggetto preposto a dire l’ultima parola sull’erogazione delle pensioni e delle indennità. Il servizio sanitario nazionale effettua la prima visita ed esprime la prima valutazione, ma poi, tutto passa dalla commissione dell’istituto». La procedura da seguire per ottenere la pensione, infatti, è la seguente: visita dal medico di famiglia che rilascia il certificato da inviare all’Inps insieme a tutta la documentazione necessaria per completare la pratica. In linea di massima, la procedura viene attivata da un patronato o dalla stessa associazione nazionale mutilati e invalidi civili perché la documentazione deve essere inviata all’Inps in via telematica. «Quando l’Inps ha ricevuto tutto - riprende il professor Martelloni - allerta l’Asl che fissa una visita con il paziente. E noi assicuriamo la convocazione entro 60 giorni. Poi, però, la conclusione della pratica spetta all’istituto. E credo che in questa fase qualche difficoltà di rispetto della tempistica ci sia.Ma non può certo intervenire il servizio sanitario nazionale. Fra l’altro, una volta che abbiamo effettuato la nostra visita, noi non vediamo neppure più la pratica. Tutto viene gestito dall’Inps che manda la risposta direttamente al cittadino».

I problemi, però, non solo solo di tempi. Ma anche di dialogo fra sistemi informatici. Lo stesso Martelloni ammette che «il programma utilizzato per le procedure ha molti difetti. E spesso i nostri uffici hanno difficoltà a scaricare le pratiche inserite dall’Inps. Tuttavia, a quello che mi risulta, Regione e Inps hanno stretto un accordo per migliorare i programmi e far dialogare i due sistemi, in modo da velocizzare le procedure».Che potrebbero essere ancora più rapide nel caso in cui l’Asl inviasse all’Inps le cartelle cliniche necessarie per la revisione delle pensioni. «In realtà - conclude Martelloni - noi le spediamo, quando le abbiamo, ma spesso ci viene richiesta documentazione di 20-30 anni fa, redatta in base a vecchie tabelle meno severe di quelle seguite oggi per la conferma dell’invalidità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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