Farmaci economici, Lucca fanalino di coda
Ilaria Bonuccelli
Il 38% delle medicine costose prescritte determinano il 60% della spesa aziendale
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LUCCA. La Lucchesia fanalino di coda in Toscana per l'acquisto di farmaci a prezzi contenuti. Secondo i dati forniti dalla Regione, a settembre 2011 risulta che l'Asl 2 sia quella nella quale i medici di base prescrivono meno farmaci con brevetto scaduto e farmaci "fotocopia", basati su principi attivi di medicinali ancora con marchio tutelato. E questo contribuirebbe a spiegare la ragione per la quale ogni cittadino residente nel territorio dell'Asl 2 spenda per i farmaci in media all'anno quasi tre euro e mezzo in più degli altri pazienti toscani. Il problema della spesa farmaceutica convenzionata - oltre 32 milioni a novembre - ha, quindi, un doppio aspetto: quello dei medici iperprescrittori e quello della preferenza per farmaci ancora sotto brevetto. In parole povere, oltre alla ventina di medici che superano anche del 50-60% la media aziendale di spesa farmaceutica, c'è anche una prescrizione costante di farmaci costosi. I numeri (aggiornati a settembre) confermano questa tendenza anche per l'anno in corso. Su oltre 3 milioni e 245mila confezioni di farmaci prescritte, solo poco più di 2 milioni appartengono alla classe di quelli inseriti nelle cosiddette "liste di trasparenza" redatte dalla Regione, gli elenchi dei medicinali generici o non più tutelati da brevetto. È vero che la percentuale è importante - i farmaci meno cari rappresentano il 62,4% del totale - ma è anche vero che è la più bassa di tutta la Toscana. Ad esempio, l'Asl della Versilia, confinante, vanta una prescrizione di confezioni di farmaci a basso costo di quasi un punto e mezzo più alta e Asl come quella di Pistoia o di Empoli distanziano Lucca di un paio di punti. È davanti a questi risultati che l'Asl ribadisce «la necessità di una campagna per diffondere, fra i medici di base, una diversa cultura della prescrizione. Il nostro atteggiamento non vuole essere né vessatorio né inquisitorio nei confronti dei professionisti. Punta, semmai, a spingere verso un'appropriatezza di prescrizioni che ci consentirà di operare quei risparmi grazie ai quali potremo continuare a garantire servizi di assistenza sanitaria importanti per i pazienti». Il fatto che i farmaci costosi vadano per la maggiore fra i medici di base è confermato anche da un altro dato: la spesa per medicinali a basso costo incide solo per il 40,6% del totale. Questo nonostante le confezioni di farmaci a basso costo rappresentino oltre il 62% di quelle vendute. In sostanza, meno del 38% delle confezioni prescritte dai medici di base determinano circa il 60% della spesa farmaceutica convenzionata. Del resto, il risparmio registrato dall'Asl di Lucca grazie ai farmaci iscritti nelle liste di trasparenza ammonta a poco più di 1,8 milioni, un paio di milioni di meno di quello di registrato dall'Asl di Pisa o 1,5 milioni in meno di quella di Livorno.
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