Italia
Trasporto ecologico, manca il fotovoltaico per ricaricare i mezzi
Ilaria Bonuccelli
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Il centro per il trasporto ecologico delle merci 4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. I mezzi elettrici ci sono. Manca, però, il sistema economico per ricaricarli. In via delle Città Gemelle il Comune realizza il Centro ecologico di distribuzione delle merci, costruisce il capannone per lo stoccaggio dei pacchi diretti nel centro storico, ma rinvia la realizzazione dei pannelli fotovoltaici per la produzione dell'energia necessaria a ricaricare i furgoncini. Il progetto di installarli - ammette l'assessore all'ambiente, Maurizio Dinelli - c'è, ma per completare il centro serve 1 milione e 100mila euro (che non c'è). A denunciare il problema sono i capigruppo del centrosinistra, Alessandro Tambellini (Pd) e Antonio Sichi (Sel) al termine del sopralluogo al Centro (denominato Lucca Port) effettuato dalle commissioni lavori pubblici e partecipate. FOTOVOLTAICO «Il trasporto elettrico delle merci in centro - esordisce Sichi - è un positivo. Ma è incomprensibile investire nel servizio senza pensare a un modo economico per caricare i mezzi. Com'è possibile che non siano stati previsti i pannelli fotovoltaici?». Secondo Metro, la società che gestisce il servizio, entro il 2012 i pannelli ci saranno «ma non è chiaro - sottolinea Sichi - chi sosterrà l'investimento. La società pubblica, infatti, ha l'incarico di gestire il servizio solo fino al 31 dicembre 2012. E in questo anno il trasporto elettrico dovrebbe avere un disavanzo di 40mila euro. Metro ipotizza un bilancio in pareggio nel 2013 e i primi utili nel 2014. Per la società, installando i pannelli fotovoltaici, si potrà perfino arrivare a vendere energia all'Enel, oltre che a coprire il fabbisogno di parte del complesso. Ma quando verrà realizzato l'impianto?». Una risposta precisa non c'è. L'assessore Dinelli - che ha in carico il centro da mesi - dice che il progetto per completare il Cedm prevede i pannelli fotovoltaici sul tetto del capannone, ma non ci sono i soldi: «Abbiamo richiesto alla Regione di contribuire all'operazione e proseguiremo nella ricerca di fondi comunitari. Inoltre anche le future amministrazioni dovranno investire se crederanno nel progetto. Finora, il Comune ha realizzato le opere indispensabili». LE ACCUSE Il capogruppo del Pd accusa il Comune «di non aver mai voluto realizzare il piano degli impianti fotovoltaici, necessario per capire dove serve una fonte di approvvigiamento alternativo, anche in previsione di garantire autonomia energetica almeno ai servizi e agli edifici pubblici». Inoltre - prosegue Tambellini - il Comune «non ci fa capire come intende sostenere il servizio, non anticipando a chi affiderà la gestione una volta scaduta la convenzione con Metro. Il problema di questi centri non è tanto la realizzazione o l'avvio, quanto il mantenimento». MEZZI DA CARICARE Il problema è che alcuni mezzi, soprattutto i più pesanti, hanno bisogno di 6 ore per ricaricarsi. «E potrebbero aver bisogno di essere ricaricati anche più di una volta al giorno - aggiunge Sichi - visto che l'autonomia è di 100 chilometri. Ma solo se non ci accende il riscaldamento. In quel caso si accelera il consumo di batteria. E allora quanto verrà a costare il servizio?». PARCO AUTO Il Comune assicura che i mezzi aumenteranno. I tre attuali diventeranno 5 entro febbraio, con un investimento di circa 150mila euro. TELECAMERE A carico del Comune è anche la dotazione del centro di telecamere di sorveglianza. Il 2 gennaio, però, verrà espletata la gara (da circa 40mila euro) finanziata dal Comune «che può sostenere questa spesa», assicura Dinelli. Ma non quella per il fotovoltaico. CENTRO STORICO In compenso, il Comune dovrebbe essere in grado di garantire il rispetto della consegna delle merci in centro negli orari stabiliti: dalle 7 alle 10,30 e dalle 14 alle 15,30. «Al momento - polemizza Sichi - questo non avviene. Assistiamo a camioncini che viaggiano in città anche oltre l'orario consentito e i controlli sono sempre molto blandi». NUOVI SERVIZI Dinelli ammette che c'è ancora molto da costruire, anche per arrivare a garantire nuovi servizi ai cittadini. Ad esempio, la possibilità (magari al costo simbolico di 1 euro) di farsi consegnare al Cedm le merci acquistate in centro. O per garantire il trasporto dei disabili con mezzi elettrici, aggiunge Tambellini. Ma senza un sistema economico di ricarica dei mezzi elettrici i servizi appaiono lontani.
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