Il presidio
Pieraccioni incanta Lucca: alla prima l'assalto dei fan
Barbara Antoni
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Pieraccioni con la medaglia ricevuta in omaggio dal Comune e sotto lattore Andrea Buscemi 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Lo dice in modo così serio che per un attimo puoi pensare che sia vero. «Ve lo rivelo prima che il film cominci: è stato girato a Lucca, ma in realtà figura che la città sia Pisa». La platea ha un attimo di esitazione e poi giù le risate, e gli applausi. Per rompere il ghiaccio - alla prima delle venti per le autorità al cinema Moderno e a seguire a quella delle ventidue al cinema Astra per il pubblico - Leonardo Pieraccioni usa la stessa battuta. E riscuote lo stesso effetto. Molto apprezzamento, lunghi applausi ma soprattutto tanto calore, specialmente dal pubblico del cinema Astra, con le signore che si allungano per abbracciarlo e i giovani - ragazzi e ragazze - che fanno la fila per strappargli un autografo o un'istantanea a braccetto. L'anteprima di "Finalmente la felicità", il film che Leonardo Pieraccioni, per Medusa, ha girato a Lucca la scorsa estate (e che sarà in programmazione in tutta Italia da domani), è un vero evento per la città. Che comincia ieri mattina presto, con le attese e i preparativi, fa la prima uscita ieri pomeriggio alle 18, quando - nella sede della Fondazione Bml in piazza San Martino - Leonardo Pieraccioni va a tagliare il nastro della mostra di foto del backstage del film: trenta scatti del fotografo lucchese Leonardo Baldini che rimarranno esposti fino al 15 gennaio. Ma il debutto vero è alle venti, al Moderno. Prima dell'arrivo di Pieraccioni, con Alessandro Calosci della produzione e l'attore Andrea Buscemi (co-protagonista maschile del film), all'entrata del cinema in via Vittorio Emanuele sfila in passerella la Lucca che conta: il sindaco Mauro Favilla con gli assessori della sua giunta, il presidente della Provincia Stefano Baccelli, e sono solo alcuni. La platea è sobria ed elegante, ma non immune alla simpatia del regista fiorentino che sale sul palcoscenico con la sua aria scanzonata di ragazzo di 46 anni, in jeans, giacca scura e t-shirt grigia. Prima un simpatico dialogo con Letizia Bandoni, assessore alla cultura, poi uno scambio di battute col sindaco Mauro Favilla che gli consegna un omaggio già offerto, anni fa, a un lucchese divenuto famoso: Riccardo Martinelli, attuale governatore di Panama. L'omaggio è una medaglia con l'effigie del messaggero. Adesso anche Pieraccioni, dice il sindaco, è un messaggero di Lucca. E Leonardo risponde pronto, prima scherzando: «Una volta a Stia mi hanno consegnato la cittadinanza onoraria. Una bella cosa, il brutto è che poi mi è arrivata l'Ici da pagare». La platea si scioglie in una risata, poi il comico e regista toscano, con la medaglia nella mano, si fa più serio: «Viva Lucca, viva la felicità. Questo film è quello che mi è venuto meglio - sorride -. Perché qui recita l'attrice più bella dell'universo: la mia figliola». Le luci si spengono e il film comincia. Quando si riaccendono la sala è già quasi vuota, tutti sono fuori, in strada, a commentare l'evento. Letizia Bandoni è al settimo cielo. Come si aspettava il film? «Così come l'ho visto stasera. Èprima volta che Lucca viene rappresentata così come è. Pieraccioni e la produzione l'avevano promesso e così è stato». Soddisfatto anche l'assessore Marco Agnitti: «Davvero una cosa magnifica, che tratteggia bene la città, non mi riesce di trovare una critica». Pieraccioni & c. intanto corrono via veloci, il tempo di un caffè e poi subito al cinema Astra, dove la platea è impaziente, dove decine di macchinette digitali sono pronte a scattare. Anche sul grande schermo dell'Astra, il "benvenuto a Lucca" che i due cinema hanno riservato all'ospite molto speciale. Pieraccioni percepisce il calore che viene dalla platea, e infatti si intrattiene a lungo, a fare battute, scherzare e dispensare sorrisi. Poi esce, trascinato dal suo staff, perché l'ora si fa tarda e deve partire per Milano, per la promozione del film. «Leonardo, cosa porta via di più bello stasera da Lucca?». Risponde senza esitare: «Sicuramente tutto questo calore».
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