Il Tirreno

Lucca

LA STORIA

L'inizio con gli arresti il 16 giugno

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LUCCA. L'arresto scatta all'alba del 15 giugno. Politici, funzionari pubblici, professionisti. Due indagati finiscono in carcere, tre agli arresti domiciliari. Per altri tre (sindaco compreso), invece, non ci sono provvedimenti restrittivi. Investe 8 indagati eccellenti l'inchiesta della Procura sulla presunta corruzione legata a operazioni immobiliari che hanno al centro il Comune: la costruzione di un nuovo quartiere a S. Anna e la riqualificazione dello stadio Porta Elisa. Beneficiario dei permessi a costruire (mai rilasciati) un unico soggetto: la società immobiliare Valore spa, rappresentata dall'architetto Giovanni Valentini.  L'accusa: secondo la Procura e l'ordinanza di custodia cautelare esisterebbe una "cricca" al lavoro fuori e dentro il Comune per consentire a Valore spa di realizzare operazioni immobiliari incompatibili con le previsioni urbanistiche, almeno fino all'adozione (il 17 gennaio 2011) di una variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico che recupera i volumi necessari agli interventi. In questo quadro si innesterebbe il falso - ideologico e materiale, per giustificare la nuova variante urbanistica - e la corruzione, con mazzette elargite o promesse attraverso incarichi professionali.  In carcere: vengono arrestati i due personaggi ritenuti chiave di questo sistema di presunte tangenti. Sono l'ex assessore Marco Chiari, delegato ai grandi progetti del Comune, e l'architetto Maurizio Tani, all'epoca dirigente all'urbanistica (oggi dirigente all'ambiente). Per entrambi l'accusa è di corruzione in concorso; Tani è accusato anche di falso materiale e ideologico. Arresti domiciliari: il provvedimento riguarda Andrea Ferro, ex presidente del comitato ambientale del Comune, l'architetto Antonio Ruggi, socio dello studio tecnico di Chiari, e Giovanni Valentini, in quanto amministratore delegato di Valore spa. Per i primi due l'accusa è di concorso in corruzione per gli incarichi che Valore avrebbe promesso o dato loro come pagamento dei "favori" urbanistici di Chiari; per Valentini l'accusa è di corruzione. Gli indagati: per concorso in corruzione vengono indagati, ma non sottoposti a provvedimenti cautelari, il sindaco Mauro Favilla, l'ex vicesindaco Giovanni Pierami e il funzionario della Sovrintendenza, Francesco Cecati.

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