PESCAGLIA
Ancora fumi dalla Ste.Mar, i cittadini lanciano l'allarme
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Lincendio alla Ste.Mar 2 MINUTI DI LETTURA
PESCAGLIA. Ancora cumuli di fumo, ieri, dall'ammasso di pneumatici bruciati in quello che era il sito della Ste.Mar nella zona di Gello. I cittadini sono impauriti: anche ieri hanno segnalato le emissioni ad Asl e Arpat, chiedendo il loro intervento. «Ci domandiamo - spiegano alcuni cittadini che fanno parte del comitato nato nella zona dopo l'incendio del 23 ottobre scorso (quando andarono a fuoco circa venti tonnellate di pneumatici stoccati nel capannone e nel piazzale della ditta, in attesa di essere triturati e smaltiti) - quali origini abbiano queste nuove emissioni di fumo. Come è già successo due settimane fa, temiamo che si siano risvegliati altri focolai». E sono ancora più preoccupati perché i teli stesi a protezione dalla Ste.Mar sull'ammasso di gomma bruciata «sono rotti, probabilmente a causa del vento. Del resto - aggiungono i cittadini del comitato - sono teli di semplice cellophane». Viste le condizioni atmosferiche, caratterizzate in questi giorni da acqua e vento, la paura dei cittadini aumenta pensando all'eternit del tetto del capannone, bruciato, con le fibre che spolverano, e non ancora bonificato né messo in sicurezza. «Ci sentiamo abbandonati - concludono i cittadini -. Il Comune prende tempo e non interviene, quando invece, a nostro parere, la situazione va peggiorando». Si attendono intanto i risultati delle ultime campionature di aria e terreno prelevate dall'Arpat due settimane fa, quando - per la riaccensione di alcuni focolai - dovettero di nuovo intervenire anche i vigili del fuoco. Secondo l'Asl, dopo l'incendio, le caratteristiche dei terreni e dell'aria intorno la Ste.Mar erano paragonabili a quelli di una grande città. (b.a.)
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