Fornaci di Barga, per la Kme ecco le proposte del sindacalista Fiom Cgil Massimo Braccini
La flessibilità non solo per i lavoratori
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Massimo Braccini (Fiom) 2 MINUTI DI LETTURA
FORNACI. È fissata per domani, nella sede fiorentina di Kme, l'incontro fra azienda e sindacati in tema di programmazione del lavoro. «Da tempo abbiamo avviato un confronto con Kme di Fornaci, non ancora concluso. L'azienda chiede, in cambio di investimenti, più flessibilità degli orari di lavoro, spostamenti e polivalenza di ruolo nelle mansioni assegnate ai lavoratori e di rivedere condizioni rispetto al cambio della tuta, l'accesso alla mensa, le pause e i cottimi», dice il segretario provinciale Fiom Massimo Braccini. Secondo il quale «Kme non attraversa un buon periodo. In questi anni sono stati utilizzati ammortizzatori sociali per far fronte alla crisi. Cassa integrazione ordinaria, poi straordinaria accompagnata da mobilità e, da due anni, i contratti di solidarietà, che scadono ad aprile 2012». Nonostante questa situazione, continua Braccini, «abbiamo sempre coniugato alla gestione della crisi il mantenimento degli investimenti. Con l'azienda abbiamo trovato accordi per cercare soluzioni su orari di lavoro, turni e maggior utilizzo degli impianti. In Kme esiste già molta flessibilità degli orari di lavoro». E allo stesso tempo Braccini dice che «siamo molto interessati ad ulteriori investimenti aziendali per rafforzare la produttività dello stabilimento di Fornaci, perché pensiamo che questa sia l'unica possibilità per superare la lunga fase di crisi e garantire i livelli occupazionali. Questa volta però l'azienda non richiede solo flessibilità interna, ma vorrebbero riscrivere un regolamento aziendale modificando tutte le condizioni esistenti per, ci dicono,"adeguarsi alle esigenze del mercato". Inoltre, intendono chiudere la pressa del reparto lingottiere, uno dei migliori nello stabilimento in termini di redditività».
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