Il Tirreno

Lucca

A febbraio primo blocco di camere e alloggi del Campus universitario

Paola Taddeucci
A destra uno degli affreschi trovati dentro l’ex convento
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A destra uno degli affreschi trovati dentro l’ex convento

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 LUCCA. A febbraio saranno pronte le prime sette stanze (quattro monolocali e tre bilocali completi di cucina), a fine marzo, invece, la cappella Guinigi, che diventerà un auditorium da 120 posti. Entro giugno del 2013, poi, sarà terminato tutto il resto, cioè le altre stanze per un totale di 62 posti letto, le aule per i professori, le sale conferenze, i laboratori e gli uffici. È questo il piano di lavoro per l'ex convento di San Francesco - oltre 5500 metri quadri di superficie - acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio e destinato a ospitare il Campus universitario di Imt Alti Studi. La Fondazione bancaria prevede una spesa di circa 16 milioni di euro per il restauro, sommati ai quasi 5 per l'acquisto, concluso un anno fa con il Comune, che dell'immenso immobile era proprietario. Altri 12 milioni, poi, li aveva già spesi per sistemare la parte attigua dell'ex caserma Mazzini, detta Stecca, comprata due anni fa e dove sono state realizzate residenze per gli studenti, aule, uffici e mensa, sempre per Imt.  Ieri è stato fatto un sopralluogo nel cantiere alla presenza, tra gli altri, dell'assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti, del consigliere regionale Marco Remaschi, del presidente della Fondazione Arturo Lattanzi e del sindaco Mauro Favilla. Ad illustrare i lavori il direttore Franco Mungai.  Per molti è stata l'occasione per vedere per la prima volta l'interno dell'ex convento che, appena acquistato, era in un totale stato di abbandono.  A distanza di dieci mesi, seppure ancora in mezzo ai calcinacci, l'immobile ha già riacquistato parte del suo splendore, grazie anche a un progetto di restauro che mira al ripristino dell'esistente. Tra l'altro, nel corso dei lavori, sono venuti alla luce otto affreschi seicenteschi rimasti nascosti sotto l'intonaco.  Gli spazi interni dell'ex monastero - costruito nel 1230, fu il secondo convento francescano dopo Assisi - verranno distribuiti a completamento con quanto già realizzato nella Stecca. Nella parte che si affaccia sul grande giardino a nord del complesso ci sono le camere e gli appartamenti, mentre gli spazi per la didattica saranno organizzati attorno al primo e secondo chiostro e negli altri piani. Alla fine dei lavori, tra l'altro, una parte del grande complesso sarà fruibile da tutta la popolazione. Attraverso i chiostri, infatti, da piazza San Francesco sarà possibile collegarsi al Giardino degli Osservanti e a via del Fosso.  Nell'immensa proprietà sono poi inserite la Cappella Guinigi, dove ci sono le tombe della potente famiglia, ma non di Paolo, e la chiesa di San Francesco, anch'essa in restauro e i cui lavori non termineranno prima di due anni.  Entusiastici i commenti. Scaletti: «È un notevole esempio di valorizzazione del patrimonio artistico». Favilla: «È un grande risultato per la città». Soddisfatto Lattanzi: «Se pensiamo a com'era appena dieci mesi fa...».

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