Il Tirreno

Lucca

"Carabiniere ammalato dopo la missione in Kosovo"

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La denuncia dell'associazione che difende i militari colpiti dalla sindrome dell'uranio impoverito. Il brigadiere, lucchese, sarebbe in servizio presso la compagnia di Pisa ed avrebbe 40 anni

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Ci sarebbe anche un carabiniere di Lucca, in servizio alla compagnia di Pisa, fra i quattro nuovi casi di malattia tra i militari italiani per possibile contaminazione da uranio impoverito. La denuncia arrivati attraverso il blog Vittimeuranio.com da Bruno Ciarmoli, avvocato dell'Associazione Vittime Uranio.

«Tra gli ultimi a rivolgersi all'associazione - spiega infatti l'avvocato - c'è brigadiere quarantenne dei Carabinieri, di Lucca, in servizio nella Compagnia di Pisa. Dopo alcune missioni in Kosovo all'uomo è stato diagnosticato un tumore al sigma».

In molti casi, prosegue, «gli organi della Difesa hanno negato qualsiasi forma di risarcimento in quanto le patologie non sono risultate dipendenti da causa di servizio, ma in alcuni casi commissioni di verifica diverse hanno dato esiti contrastanti, così come sembrano contrastare le numerose norme che dovrebbero regolare la delicata materia».

«Tutto questo - conclude il legale - mentre la commissione parlamentare di inchiesta si interroga su come scongiurare la perdita di oltre 24 milioni sui 30 destinati alle vittime. Fondi che potrebbero essere persi se non impegnati entro la fine dell'anno. Anche per questo l'associazione ha chiesto l'intervento del nuovo ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, per fornire assistenza concreta ai malati, spesso vittime anche dell'eccessiva burocrazia». Secondo l'associazione i militari malati sono oltre duemila, più di 200, infine, quelli deceduti negli ultimi anni.

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