Il Tirreno

Lucca

Centomila euro (invece di 350mila) ai dipendenti comunali

Niente premio di produttività, ma Favilla dà la gratifica natalizia

Sichi in un consiglio comunale
◗
Sichi in un consiglio comunale

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. I dipendenti comunali non meritano il premio di produttività perché non avrebbero migliorato i servizi pubblici. Tuttavia, avranno una «gratifica natalizia»: 100mila euro da dividersi in circa 500. Con questa proposta, il sindaco Mauro Favilla in consiglio comunale cerca di chiudere un braccio di ferro fra amministrazione e dipendenti che si è aperto alcune settimane fa quando è diventato ufficiale che nel bilancio di previsione non è stato inserito il premio di "miglioramento" - 350mila euro - frutto di un accordo sindacale biennale siglato nel 2010.  A far scoppiare il caso è il direttore generale del Comune, che è anche dirigente al personale. A una riunione di capigruppo, Massimiliano Volpi ufficializza che l'amministrazione non ha ritenuto di dover stanziare il premio collegato ai progetti di miglioramento dei servizi e dell'attività del Comune «perché il livello è talmente basso che il miglioramento è un dovere d'ufficio». In aula, il sindaco conferma questa posizione, ma cerca di stemperare la portata della dichiarazione annunciando che l'amministrazione distribuirà a Natale 100mila euro fra i dipendenti. Che non avranno i 67 euro lordi mensili previsti dall'accordo sindacale, ma potranno consolarsi con la gratifica di fine anno. «Questa posizione - attacca Antonio Sichi, capogruppo di Sel - è incredibile. La maggioranza boccia l'ordine del giorno del centrosinistra che proponeva di rispettare gli accordi sindacali, prevedendo una revisione dell'attribuzione dei premi già a partire dal prossimo anno, ma poi appoggia la proposta del sindaco della gratifica sindacale. Se i dipendenti non si meritano il premio per il miglioramento dei servizi, non si capisce perché debbamo ricevere la gratifica natalizia. E se il sindaco la concede perché si sente buono, allora la deve dare senza sbandierarla». Ma forse questa è la soluzione che il Pdl reclamava, chiedendo a Favilla di «farsi promotore di un'iniziativa che soddisfi le esigenze dei lavoratori - scrive Vincenzo Placido - mediandole con quelle più generali dell'amministrazione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino