Italia
Fondamentali i modelli familiari e l'attenzione alle relazioni sociali
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LUCCA.Per Renato Bertolucci, psicologo e psicoterapeuta, anche l'ultimo episodio di bullismo avvenuto in centro storico con tre ragazzi che prendono di mira un adolescente rientra in fenomeno le cui cause sono da ricercarsi non solo nella personalità dei «bulli», ma nei modelli familiari e negli stereotipi di una società troppo disattenta alle relazioni sociali. «L'episodio in questione - sostiene lo psicologo, già giudice onorario e oggi consulente del tribunale dei minori di Firenze - si riallaccia ai continui casi che salgono alla ribalta delle cronache. L'evoluzione tecnologica ha favorito e aperto nuove modalità di comunicazione. Ma ci ha reso più soli. Possiamo chattare, esprimere opinioni su face, trovarci su piattaforme digitali, ma non siamo più in grado di avere tempo e trovare il piacere di fare conversazione di persona. Affidiamo la manifestazioni delle nostre sensazioni alle faccine che inseriamo a corredo dei messaggi. Impariamo a considerare solo il nostro punto di vista. In un contesto simile è logico che fenomeni di bullismo diventino sempre più frequenti. Con effetti estremamente significativi sulla vita delle giovani vittime. E Lucca non è certo immune a questi fenomeni. «Il bullismo si manifesta in realtà socio-relazionali difficili, sia dei prepotenti che cercano di prevalere sugli altri con la violenza fisica o verbale, umiliando insultando i più deboli, ma anche delle vittime che per paura sono costretti a subire emarginandosi sempre di più. Un fenomeno che viene espresso sempre di più nella modalità di gruppo come se il singolo non trovasse la motivazione o il coraggio di esternare tale comportamento. Le cause che contribuiscono a determinare questo fenomeno sono da ricercarsi non solo nella personalità dei giovani bulli, ma anche nei modelli familiari a cui si ispirano - non a caso i genitori dei tre ragazzi hanno precedenti con la giustizia e uno è stato arrestato di recente - e negli stereotipi imposti in una società troppo disattenda nelle relazioni sociali. «Oggi si nota che da un lato i giovani sono sempre arrabbiati autonomi e spesso aggressivi dall'altro però sono emozionalmente fragili bisognosi di protezione. - conclude Bertolucci - Per invertire la tendenza occorre cambiare: riprendere la forma del dialogo, del confronto con modalità precise. Quali sono le modalità? Il rispetto di se e dell'altro e la regola dell'alternanza nella comunicazione. Il fenomeno del bullismo non si combatte: si trasforma attraverso l'esempio e il dialogo. Modalità che devono essere presenti da subito nella comunicazione genitori figli. Perchè il dialogo e il confronto, nel rispetto dei rispettivi ruoli, favoriscono il divenire adulti. I comportamenti violenti ed aggressivi devono prevedere modalità sanzionatorie chiare, certe e definitive».
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