Italia
La procura chiederà il giudizio immediato per Igor Paolinelli, lomicida di Piazza di Brancoli
Un mese e mezzo prima di ammazzarla aveva rotto un braccio all'ex fidanzata
◗
CARNEFICE E VITTIMA. Igor Paolinelli e Laura Emanuela Giannarini 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Un mese e mezzo prima di ammazzarla con sei colpi di pistola Igor Paolinelli le aveva fratturato l'ulna del braccio sinistro utilizzando un oggetto metallico. Un colpo secco, stando all'esame radiografico, incompatibile con una caduta accidentale. Laura Emanuela Giannarini, 44 anni, di Piazza di Brancoli, aiutante di una pittrice inglese, prima di morire - vittima della gelosia del suo spasimante - aveva subito una grave menomazione proprio a causa della violenza di quell'uomo. Quel braccio ingessato unito al racconto di amici e familiari della donna brutalmente assassinata ha convinto il sostituto procuratore Elena Leone ad affidare un incarico peritale al medico legale Stefano Pierotti. E dalle radiografie è emerso che quella frattura non era compatibile con una caduta accidentale come la donna aveva lasciato intendere alla madre subito dopo il ritorno a casa (nel mese di febbraio) dopo tre giorni passati assieme all'ex fidanzato. La perizia unita ad alcune testimonianze ha portato la procura ad aggiungere al capo d'imputazione dell'omicida anche il reato di lesioni personali. L'indagine ormai è agli sgoccioli e il magistrato chiederà per l'imputato il giudizio immediato. L'udienza potrebbe essere fissata nel mese di gennaio. Ad Igor Paolinelli, 40 anni, la procura contesta anche le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. Premeditazione perchè l'assassino è uscito dalla sua abitazione a Ponte a Moriano con la pistola calibro 38 con i sei colpi in canna e quindi deciso ad uccidere quella donna che lo faceva ingelosire con i suoi racconti di storie con altri uomini. Futili motivi perchè nell'interrogatorio di garanzia ha raccontato che ad armare la sua mano è stata la convinzione di essere vittima di una fattura amorosa, di un diabolico sortilegio. In una parola del «malocchio». Paolinelli per la procura dovrà rispondere dei reati di omicidio volontario aggravato, porto abusivo di pistola e lesioni personali. C'è poi la consulenza psichiatrica disposta dal magistrato e affidata al professor Mauro Mauri, associato presso il dipartimento di psichiatria dell'università di Pisa, che dovrà chiarire se l'omicida al momento di compiere il delitto avvenuto domenica 17 aprile a Piazza di Brancoli era capace di intendere e di volere. E se l'uomo è in grado di assistere coscientemente al processo. La chiave di lettura del processo è quella della mania ossessiva della presenza di una forza esoterica capace di legare il carnefice alla vittima anche contro la sua volontà attraverso una fattura impossibile da spezzare se non con l'omicidio. Paolinelli - rinchiuso nel carcere di San Giorgio e assistito dall'avvocato Filippo Tacchi - sin dalle ore immediatamente successive al delitto di cui si è subito autoaccusato ha detto di essere «fortemente pentito di aver fatto del male a una persona cara». L'arresto di Paolinelli avvenne subito dopo il delitto ad opera della squadra Mobile diretta dal dottor Virgilio Russo. Laura Emanuela Giannarini venne raggiunta al torace, alla mandibola, al seno e alla spalla sinistra. E una volta caduta a terra l'assassino non ebbe pietà finendola con un colpo alla testa. Una terribile esecuzione arrivata dopo l'ennesimo litigio a 200 metri dall'abitazione della donna quando lei era appena scesa dalla Marea dello spasimante. L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
