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Festa per il ritorno del treno a vapore
Luca Dini
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Larrivo del treno a vapore a Castelnuovo Gremito il teatro a Castelnuovo, presentato il libro di Sereni
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CASTELNUOVO. Come cento anni fa. Il treno a vapore torna a Castelnuovo ed è festa. Ma una festa consapevole, una occasione per parlare del tema ferrovia e per chiederne con forza uno sviluppo che manca da 50 anni come ha sottolineato il sindaco Gaddo Gaddi. Tutti concordi, politici e cittadini, ma adesso sarà necessario passare dalle parole ai fatti. Nella giornata di celebrazioni, è stata anche ricordata la figura di Regolo Gaddi, rivoluzionario tra i promotori della protesta per ottenere lo storico risultato del treno in Garfagnana, con una targa nel rione di Santa Lucia di cui era originario. Aperta dall'inno d'Italia e da quello garibaldino, la mattinata al teatro Alfieri si è chiusa con l'intervento del presidente della Comunità Montana della Lunigiana, Paolo Bissoli, che ha portato testimonianza del difficile momento che sta attraversando la propria terra. Gli altri interventi che si sono susseguiti, dopo l'esibizione del gruppo folclorico de La Muffrina di Camporgiano e della filarmonica Verdi di Castelnuovo, hanno avuto tutti un tenore accorato con lo show conclusivo di Umberto Sereni, presidente scientifico del comitato per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Dopo l'introduzione di Nicola Boggi, presidente della Comunità Montana Media Valle, il sindaco Gaddi ha fatto gli onori di casa: «E' un emozione particolare festeggiare i 100 anni dell'arrivo del treno visto che Regolo Gaddi è un mio antenato e con la sua opera è stato uno dei principali artefici di questo storico risultato - afferma il sindaco di Castelnuovo - quella del 1911 è stata una svolta epocale, quella di oggi deve essere una giornata per un momento di rinnovato slancio e per un ammodernamento della linea che va adeguata ai tempi e alle necessità degli utenti. A tutti i livelli si deve sensibilizzare Trenitalia per questi adeguamenti e superare una fase di stallo che dura da 50 anni. Anche questo ha ritardato l'auspicato decollo economico e turistico della Valle». Tra i sindaci più attivi, Paolo Fantoni, primo cittadino di Piazza al Serchio: «Ringrazio i colleghi che hanno riconosciuto il ruolo importante del mio comune - dice Fantoni - l'appello che facciamo è fondamentale per la Valle. La situazione è insostenibile per gli utenti della linea, ci sono famiglie esasperate e non è garantito il diritto alla mobilità. Ci sono problemi storici mai risolti, la Regione deve chiedere il rispetto del contratto di servizio e Stato e Trenitalia non devono scaricare sulle amministrazioni locali». «La ferrovia è uno strumento che unisce territori e comunità - chiosa il presidente della Provincia, Stefano Baccelli - nella Valle ho sempre riscontrato grande attenzione, sensibilità e collaborazione per le opere pubbliche, è doveroso sottolineare le sofferenze di questa linea ferroviaria e chiedere migliorie. Tra poco inaugureremo il nuovo scalo merci di Minucciano e poi quello di Porcari, un grande passo avanti sia per lo sviluppo economico che per l'impatto ambientale con circa 30mila tir in meno sulle strade. Ma servirà che i servizi ferroviari funzionino a dovere o sarà tutto inutile». L'appello conclusivo è affidato al professor Umberto Sereni che, autore del libro "Il sogno realizzato", ha ripercorso la storia che ha portato alla realizzazione della ferrovia: «La Valle deve essere unita, sempre. Solo con l'unità il treno è arrivato sino a Castelnuovo ed oltre». Tra le varie autorità presenti, anche il presidente della commissione regionale della mobilità, Fabrizio Mattei: «La ferrovia migliora la qualità della vita e rappresenta il futuro dei paesi, per questo si deve chiederne con forza il miglioramento».
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