Il Tirreno

Lucca

Nel centrodestra cresce il fronte che punta sulla conferma di Favilla

Ilaria Bonuccelli

Alla vigilia del congresso del Pdl il sindaco sembra il candidato più accreditato per la corsa nelle comunali

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LUCCA. Centrodestra verso la riconferma di Mauro Favilla a candidato sindaco per le comunali di primavera. Alla vigilia del congresso provinciale del Pdl - dato per certo entro novembre - e di quello comunale (previsto, ma non confermato entro dicembre) il sindaco uscente sembra essere il candidato più accreditato almeno nel Polo della libertà. Soprattutto perché, ancora oggi, appare la persona più spendibile in previsione di un'alleanza che potrebbe allargarsi anche oltre il centro.  Fino a due mesi fa la ricandidatura di Favilla non sembrava compatibile con i vertici regionali del Pdl, in particolare con il vice-coordinatore, Riccardo Migliori che avrebbe preferito andare alle elezioni anticipate, piuttosto che continuare con il mandato traballante a Lucca. Oggi, superati i problemi di maggioranza e di giunta, la situazione appare cambiata. Molti dei veti fiorentini sarebbero caduti e la ricandidatura di ricandidatura di Favilla incontrerebbe il favore di una larga maggioranza del centrodestra. Di sicuro spaccherebbe meno la coalizione rispetto ad altre candidature, come quella di Luca Leone, considerato dallo stesso Pdl un esponente rappresentativo, ma con un ascendente politico meno potente di quello di Favilla.  La candidatura del sindaco uscente, comunque, non è ancora stata formalizzata dal Pdl. Che aspetta di aver concluso almeno la stagione dei congressi, nel caso in cui emergesse un nuovo leader i una nuova classe dirigente carismatica nel centrodestra. L'ipotesi - visto come sono messe le candidature, al momento - non appare così scontata. E in un clima di tale incertezza, la candidatura di Favilla risolverebbe anche un altro problema al centrodestra: quello delle primarie. Riproponendo il sindaco uscente, infatti, il Pdl potrebbe sottrarsi a questo percorso che rischia di tenersi troppo a ridosso del voto. Facendo perdere mesi preziosi di campagna elettorale, come è successo a Gabriele Brunini, ufficializzato come candidato presidente della Provincia a due mesi o poco più dalle amministrative.  L'agenda politica del Pdl, del resto, sembra imporre il salto delle primarie: a novembre congresso provinciale; entro fine dicembre quello comunale (forse). Secondo il partito non ci sarebbero neppure i tempi tecnici per allestire la macchina organizzativa delle primarie. E oltretutto, sta maturando la convinzione che la «ricetta per competere e puntare a vincere alle comunali passi anche attraverso il sindaco uscente». Musica per le orecchie di Favilla che a 78 anni non fa mistero di avere voglia di ricandidarsi. Ugualmente, non è un mistero negli ambienti della politica che se Favilla non fosse candidato a sindaco difficilmente si impegnerebbe in campagna elettorale come ha fatto cinque anni fa. Lo potrebbe fare, pur non essendo candidato sindaco, se il Pdl gli offrisse una ricollocazione dignitosa di fine carriera politica: come minimo la presidenza della Fondazione Crl, al momento non disponibile.  Il Pdl, del resto, oggi è consapevole di non essere in grado di poter spendere promesse con Favilla che vadano oltre palazzo Orsetti, visto che il partito è tutto da rifondare. Ed è anche consapevole che non è facile trovare un candidato alternativo a Favilla che non laceri la coalizione.  Prese di posizioni ufficiali prima di fine anno, appaiono, comunque, improbabili, perché sulle candidature peserà anche la situazione politica nazionale. Ma, in mancanza di ribaltamenti di fronte o novità impreviste, l'inossidabile democristiano appare al Pdl, almeno ai vertici regionali, il candidato più spendibile.

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