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Sfratto in via Bandettini fuori di casa una famiglia con tre bambini piccoli
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Nella foto in alto, Santarlasci con la madre e sotto i coniugi che caricano i fagotti sulle bici Protesta il sindacato inquilini Uniat: «Fenomeno in aumento. Da 13 anni non si costruisce una casa popolare»
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LUCCA. Fuori di casa una famiglia di cinque persone: padre, madre e tre bambini, di quattro, cinque e otto anni. Lo sfratto è stato eseguito ieri mattina, da un'abitazione in via Teresa Bandettini, traversa II. Un episodio che, come sottolinea il segretario dell'Uniat Uil Mario Santarlasci, riporta in grande evidenza il problema della carenza di case popolari sul territorio comunale. «Dal 1998 a Lucca non viene costruita una casa popolare - sbotta Santarlasci - che ieri mattina ha assistito la famiglia mentre veniva costretta ad abbandonare l'abitazione che occupava, in affitto, da tempo. Ma negli ultimi mesi non era riuscita a pagare le rate mensili del canone: la mamma, 37 anni, è dipendente di una cooperativa ed è l'unica a lavorare in famiglia. Il marito, disoccupato, ha 50 anni, problemi di salute, e non riesce a trovare una occupazione, spiega il segretario dell'Uniat. «Non si può arrivare a vedere scene di questo genere - continua Santarlasci -, in particolare quando ci sono minori nella famiglia. Come sindacato degli inquilini, siamo molto preoccupati per come la situazione degli sfratti sta peggiorando: sul territorio comunale sono stati in misura di 288 nel corso del 2010 e quest'anno, alla fine di luglio, erano già 163. Il dato è in evidente aumento». Ieri mattina nella traversa di via Teresa Bandettini i residenti hanno assistito a scene davvero tristi, con i due coniugi che caricavano sulle biciclette, unici mezzi di locomozione posseduti (l'auto non ce l'hanno), il poco che potevano, soprattutto oggetti di prima necessità e niente di più. La famiglia, di origine romena, vive a Lucca da quattordici anni, il marito da ancora più tempo. Il segretario dell'Uniat si è adoperato con l'amministrazione comunale per chiedere intanto un ricovero temporaneo per la famiglia. Che alla fine è arrivato. «Sono stati tutti e cinque temporaneamente alloggiati in una pensione, intanto per qualche giorno in attesa di trovare una sistemazione che speriamo arriverà. Ma il problema rimane, ed è ancora più grave quando riguarda anche minori. L'emergenza si fa sempre più grande».
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