Il Tirreno

Lucca

La risposta della polizia alla banda dell’oro rosso

Denunciato per ricettazione dopo un furto di canale di rame

La chiesa di Ponte S. Pietro oggetto del furto di rame (vip)
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La chiesa di Ponte S. Pietro oggetto del furto di rame (vip)

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 LUCCA. La risposta della polizia dopo i furti della canale di rame avvenuti alla chiesa di Ponte S. Pietro e nelle abitazioni vicine si traduce in una denuncia di un trentenne lucchese accusato di ricettazione. Una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine che già in passato era stato denunciato per aver avuto a che fare con la scomparsa di oggetti di rame. Ottenuto un decreto di perquisizione gli agenti della volante sono andati a casa del trentenne che non abita molto distante dalla zona dove è stato messo a segno il furto. Il controllo ha dato esito positivo visto che nelle pertinenze dell'abitazione dell'uomo i poliziotti hanno recuperato alcune canale di rame del valore di un mille euro che sono state riconosciute dal proprietario di una delle case a cui i tubi in rame erano stati asportati 24 ore prima nella zona di Nave-Ponte S. Pietro.  Ascoltato dagli agenti il trentenne non ha saputo fornire spiegazioni sul possesso dei «discendenti» in rame. Così è stato denunciato per ricettazione. Ma per il dirigente della squadra volante, il vice questore aggiunto Leonardo Leone, le indagini sono ancora all'inizio. L'obiettivo degli investigatori è quello di smantellare la gang dell'«oro rosso» che sta causando non pochi problemi nell'immediata periferia cittadina, nella Piana e nella Media Valle. L'impressione è che vi siano due livelli: uno legato agli esecutori materiali, ladri acrobati dell'Est che salgono sui tetti e svitano le condotture in rame e l'altro dei committenti-ricettatori che provvedono a piazzare la refurtiva e a riscuotere i compensi.

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