Il Tirreno

Lucca

Sono 14 i piccoli seguiti dall’Asl 2 in accordo con gli ospedali Meyer e Gaslini

Servizio di assistenza domiciliare per i bambini con gravi patologie

Fabrizio Tonelli
Il direttore sanitario Lisandro Fava
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Il direttore sanitario Lisandro Fava

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 LUCCA. Quattordici bambini con gravi patologie, casi drammatici per i piccoli e per le loro famiglie, sono assistiti anche a domicilio dall'Asl 2 o in forma diretta, con personale dipendente dall'azienda sanitaria, o attraverso il ricorso ad associazioni specalizzate, in grado di fornire pure gli eventuali macchinari e le attrezzature di cui c'è bisogno.  I bambini, dieci residenti nella Piana e quattro nella Valle del Serchio, sono purtroppo tutti affetti da gravi patologie, spesso dalla nascita. «Per questo - spiega la dottoressa Loretta Meli, che si occupa delle attività sanitarie di comunità nella Piana - molto spesso la prima segnalazione ai servizi arriva dall'ospedale. O subito dopo dal pediatra di libera scelta».  La richiesta di aiuto passa dal Pua Coad, la centrale per l'assistenza domiciliare di viale Giusti. La questione viene esaminata e si definisce un progetto ad hoc per il bambino. In casi particolari viene coperto l'arco delle 24 ore con infermieri e operatori sociosanitari.  «In determinate situazioni - dice il dottor Franco Chierici, responsabile delle attività sanitarie di comunità nella Valle del Serchio - al di là dello stretto rapporto con ospedali per bambini quali il Meyer di Firenze o il Gaslini di Genova, laddove c'è bisogno di un'attività assistenziale di intensità elevata, con il ricorso a materiali e attrezzature specifiche, facciamo ricorso a società esterne, che dispongono di personale qualificato in grado di seguire i bambini».  Ma al di là di quello che può fare l'Asl, un ruolo importante lo rivestono i genitori. «Proprio così - aggiunge la dottoressa Meli - e devo dire che riscontriamo una grande corrispondenza delle famiglie, qualche bambino è stato anche inserito nella scuola».  Un'attività di questo tipo comporta rapporti molto stretti non solo con i genitori, ma con i pediatri e gli ospedali di riferimento. «Con il Meyer - dice il dottor Lisandro Fava, direttore sanitario dell'Asl 2 - abbiamo concordato di programmare insieme la dimissione dei bambini, in modo tale che l'azienda è pronta a prenderli in carico e a fornire l'assistenza necessaria».

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