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A Castelnuovo preoccupazione per lipotesi di trasferire altre degenze allospedale di Barga
S. Croce, no ai tagli di posti letto
Luca Dini
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Un reparto dellospedale Santa Croce di Castelnuovo e il San Francesco di Barga «L'Asl pensi invece a sostituire il pneumologo e a individuare il nuovo radiologo»
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CASTELNUOVO. Tre posti letto tolti a Castelnuovo e portati a Barga, altri dieci, in un prossimo futuro, destinati a spostarsi. L'intenzione dell'Asl 2 di ridurre di altri 10 posti letto l'ospitalità del S. Croce di Castelnuovo, a favore del San Francesco di Barga, fa rumore nel capoluogo. Il consigliere comunale Bondi propone la creazione di un comitato per monitorare la situazione. A diffondere la notizia è stato l'assessore alla sanità Franco Bianchini, ovviamente preoccupato per una sequenza di azioni che stanno indebolendo il nosocomio di Castelnuovo. «Ma fino a quando non ci sarà l'ospedale unico, che tutti noi auspichiamo, ma che potremmo realizzarsi solo tra diversi anni - dice Bianchini - dobbiamo pretendere che sia l'ospedale di Castelnuovo che quello di Barga funzionino a dovere». Invece, la situazione peggiora di giorno in giorno con gravi problemi legati anche al personale: il pneumatologo è andato in pensione e manca il radiologo all'ospedale Santa Croce. Altra criticità è dettata dagli "spostamenti" tra reparti con pazienti che, non trovando posto in Medicina, sono costretti a sistemazioni in altri reparti. Francolino Bondi, consigliere comunale di Prima Castelnuovo, da sempre molto attivo sul tema sanità, commenta così le ultime notizie: «Sono solidale con l'assessore Bianchini - spiega Bondi - ma non si può fare a meno di osservare che quello che sta accadendo altro non è che il risultato di una politica assai opinabile che l'amministrazione comunale di Castelnuovo sta portando avanti sin dal tempo della ventilata ipotesi di un unico ospedale della Garfagnana e della Valle del Serchio. In questo ultimo anno, si è assistito ad un continuo depauperamento delle risorse del nostro ospedale. Non è certo con la risonanza magnetica o quattro interventi sulla tiroide che si possono risolvere o toccare nella sostanza la salute dei cittadini e la realtà sanitaria della Garfagnana. L'ospedale di Castelnuovo ha necessità di svolgere una funzione di routine valida e fondamentale: la mancanza della terapia intensiva, l'assenza di un anestesista nelle ore notturne impediscono di effettuare quegli interventi che in un ospedale come il nostro dovrebbero rispecchiare la normalità. È importante che ci sia un pronto soccorso efficiente perché la sua funzione è di stabilizzare gli ammalati per poi eventualmente trasferirli in sicurezza. Per far questo ci vuole l'aiuto e il sostegno di una diagnostica efficiente. Sono presenti solo 4 letti di osservazione quando c'è la necessità di averne il doppio. A questo punto, quello che è necessario che, una volta per tutte, il sindaco di Castelnuovo si decida con fermezza e chiarezza a prendere in mano la situazione con una iniziativa che coinvolga gli ambienti ospedalieri, sociali, sindacali e politici dell'intera Garfagnana e farsi portavoce di un'azione seria e concreta che faccia capire alla Regione che qui non si accettano più continui e costanti declassamenti e impoverimenti dell'ospedale, ospedale oggi giunto a livelli di degrado come mai era accaduto nella sua centenaria storia. «Lo stesso personale medico e paramedico - conclude Francolino Bondi - è un personale avvilito e inascoltato, che si sente sempre e costantemente scavalcato in ogni decisione. Serve una svolta».
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