I lavoratori del Giglio in stato di agitazione
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Il teatro del Giglio (Vip) «Il commissario straordinario rifiuta il confronto, vogliamo parlare con il sindaco»
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LUCCA. Le organizzazioni sindacali della Slc-Cgil e della FisTel-Cisl unitamente alle rappresentanze sindacali del Teatro del Giglio e ai lavoratori proclamano l'apertura dello stato di agitazione sindacale. E chiedono un incontro urgente al sindaco Mauro Favilla. «Dopo due incontri tenutisi con la direzione del teatro - spiegano i sindacati - siamo arrivati ad un nulla di fatto: l'azienda aveva comunicato, a luglio, la possibilità che l'aumento salariale riconosciuto ai lavoratori con un accordo regolarmente firmato tra le parti a dicembre dello scorso anno venisse interrotto e le somme finora erogate ai lavoratori chieste indietro se arrivasse una conferma al parere chiesto a tre ministeri diversi circa la possibilità di equiparare i dipendenti del teatro ai dipendenti pubblici. L'azienda si rifiuta di confrontarsi nel merito delle rimostranze che abbiamo portato: abbiamo fatto presente che l'azienda, giuridicamente, è di diritto privato; che, quando venne costituita, ai vecchi dipendenti, che avevano il contratto del pubblico impiego, venne cambiata la formula contrattuale, rescindendo qualsiasi rapporto di collegamento con la pubblica amministrazione; che il contratto nazionale di riferimento è, specificatamente, quello "per gli impiegati e gli operai dipendenti dagli esercizi teatrali"; che dell'iniziativa di richiesta dei pareri sopra menzionati, le parti sindacali non erano state in alcun modo avvertite, ma anzi ciò, si è realizzata come iniziativa unilaterale. Con l'aggravante che è stata messa in atto, dopo la firma dell'accordo che ha concesso gli aumenti definiti, dal primo di gennaio 2011, oltre all'impegno a completare i riconoscimenti delle professionalità e l'adeguamento della pianta organica. «Il commissario straordinario - proseguono i sindacati - di fronte alle nostre richieste di riprendere il confronto da dove l'avevamo lasciato a dicembre, per dare piena attuazione all'accordo sottoscritto, si è reso indisponibile, nell'attesa dell'arrivo dei pareri sopramenzionati, dicendo di non poter fare niente fino a che non saprà se dovrà gestire l'azienda come un'azienda di diritto privato o un'azienda pubblica. Peccato che poi si dia deliberatamente avvio a delle sorte di concorsi pubblici per l'assunzione delle maschere e di un amministrativo, senza tener conto, in particolar modo per quest'ultimo della valorizzazione delle professionalità interne e senza nemmeno pensare a informare il personale del teatro della possibilità di accedere alla selezione, che peraltro ci sembra presentare dei criteri di ammissione sovradimensionati, rispetto al ruolo».
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