Italia
Salta la festa della Liberazione, ma un gruppo di persone rende omaggio al monumento
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LUCCA. Alle 9,30 di stamani, con il suo fazzoletto da partigiano al collo, Lilio Giannecchini - presidente destituito dell'istituto storico della Resistenza, già vice comandante della brigata partigiana Oreste - depone una corona di alloro, che ha fatto realizzare di sua iniziativa, al monumento ai caduti di tutte le guerre in piazza XX Settembre. Ma è praticamente solo davanti a quel cippo che per lui e tanti lucchesi porta il volto di tanti amici e parenti scomparsi. Con Giannecchini, recatosi a omaggiare il cippo a titolo puramente personale, solo un piccolo gruppo di amici. Ma le celebrazioni ufficiali, in programma per il 67º anniversario della Liberazione di Lucca, non hanno avuto luogo come previsto.
«Per un disguido tecnico organizzativo - fa sapere ore più tardi il Comune - le celebrazioni si sono svolte in forma ridotta e saranno riproposte nella loro completezza in una prossima occasione». E a corredo della nota il Comune invia una fotografia che ritrae il sindaco Mauro Favilla, il presidente della Provincia Stefano Baccelli e un rappresentante della prefettura mentre depongono una corona di alloro al monumento. Resta da capire con precisione il perché del disguido. Riguarderebbe, stando a prime informazioni, l'invio degli inviti, che comunque, come succede di norma in occasioni di questo genere, dovrebbe essere verificato alla vigilia della celebrazione. Dopodomani intanto, nel corso della prima riunione dei capigruppo consiliari dopo le ferie estive, verrà programmato un consiglio comunale dedicato alla Liberazione di Lucca, a maggior ragione alla luce del disguido che si è verificato.
Secondo il presidente del consiglio comunale Franco Fabbri, «ricordare con matura consapevolezza il giorno della Liberazione di Lucca è doveroso in quanto significa interrogare, mettere in gioco la nostra storia, individuare sempre meglio risposte adeguate ed eticamente rispettose dei più alti valori dell'uomo. Un ricordo doveroso per il tributo di sangue che la nostra città ha pagato alla guerra, con tanti giovani mandati sul fronte e mai più tornati».
«Per un disguido tecnico organizzativo - fa sapere ore più tardi il Comune - le celebrazioni si sono svolte in forma ridotta e saranno riproposte nella loro completezza in una prossima occasione». E a corredo della nota il Comune invia una fotografia che ritrae il sindaco Mauro Favilla, il presidente della Provincia Stefano Baccelli e un rappresentante della prefettura mentre depongono una corona di alloro al monumento. Resta da capire con precisione il perché del disguido. Riguarderebbe, stando a prime informazioni, l'invio degli inviti, che comunque, come succede di norma in occasioni di questo genere, dovrebbe essere verificato alla vigilia della celebrazione. Dopodomani intanto, nel corso della prima riunione dei capigruppo consiliari dopo le ferie estive, verrà programmato un consiglio comunale dedicato alla Liberazione di Lucca, a maggior ragione alla luce del disguido che si è verificato.
Secondo il presidente del consiglio comunale Franco Fabbri, «ricordare con matura consapevolezza il giorno della Liberazione di Lucca è doveroso in quanto significa interrogare, mettere in gioco la nostra storia, individuare sempre meglio risposte adeguate ed eticamente rispettose dei più alti valori dell'uomo. Un ricordo doveroso per il tributo di sangue che la nostra città ha pagato alla guerra, con tanti giovani mandati sul fronte e mai più tornati».
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