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Lucca

Jobs, quel brindisi a Luccaprima dell'addio alla Apple

Domenico Tani
L’ex numero uno della Apple Steve Jobs e, nella foto piccola, il suo erede Tim Cook
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L’ex numero uno della Apple Steve Jobs e, nella foto piccola, il suo erede Tim Cook

A fine luglio era a cena con Tim Cook a Lucca, poco tempo dopo l’annuncio-choc di mollare il colosso della mela e la successione

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LUCCA. Steve e Tim brindano con un vino rosso. Per siglare l'accordo scelgono un «Nero della Spinosa» della fattoria Colle Verde. È il 28 luglio, tempo di vacanze. Steve Jobs, che è gravemente malato, ha già deciso di lasciare la guida di Apple, abdicando in favore di Tim Cook, ma ancora non lo ha annunciato. Per il momento, in un gazebo appartato del ristorante Butterfly, a Marlia sulla via del Brennero, preferisce godersi la vacanza. E lasciarsi andare alla tentazione di comprare casa in Lucchesia.

Non è il primo vip a cercare un buen ritiro su queste colline. E non sarà l'ultimo. Nei mesi scorsi Tom Cruise si è detto interessato alla tenuta di Mammoli dell'oncologo Umberto Veronesi. A maggio Kate e William d'Inghilterra avevano opzionato la villa del giornalista Alan Friedman per gli ultimi giorni di luna di miele. Non stupisce, quindi, l'interesse di Jobs per la Lucchesia. Soprattutto se manifestato un mese prima di ritirarsi dagli affari.
Durante la cena al Butterfly, però, Jobs non vuole concedere troppo spazio ai programmi.

Con la moglie si gode il fresco e la compagnia di Tim e signora, di tre giovani sui 20 anni, di due amici americani e di una coppia un po' più anziana, che qualcuno indica come i genitori del magnate. Di più, però, non trapela. I titolari del Butterfly, Mariella e Fabrizio Girasoli, non commentano. Dicono solo che giovedì 28 luglio, intorno alle 15,30, hanno ricevuto una telefonata da una persona che parlava correttamente l'italiano. L'interlocutore ha prenotato un tavolo per 11 persone. E ha chiesto la massima riservatezza sugli ospiti. Ma alcuni clienti del locale hanno riconosciuto il tycoon americano: «Sono molto fisionomista - conferma l'ospite del Butterfly - e ho subito riconosciuto Steve Jobs in quell'americano alto e magro». Che, come è entrato nel ristorante, si è subito diretto nell'ultimo gazebo, allestito «sul lato destro dell'ampio giardino - dice Fabrizio Girasoli - con un tavolo a ferro di cavallo. Sono state chiuse le tende sui quattro lati per offrire massima riservatezza. Non sono però in grado di dire chi erano questi ospiti anche perchè essendo io lo chef del ristorante resto confinato in cucina».

Un cameriere, comunque, racconta che il clima era «da normale riunione familiare. Non avevo riconosciuto il magnate e solo quando ormai gli ospiti erano già saliti su due lussuose auto nere, qualcuno mi ha detto di avere riconosciuto Steve Jobs e il suo socio». Che hanno cenato con antipasto a base di caprese di astice e un secondo di scampi con le verdure. Niente dessert e caffè. Solo i ragazzi si sono concessi il dolce "il pozzo", creazione dello chef.

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