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Sgominata la banda che vendeva la droga in pieno centro storico
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Gli investigatori della polizia illustrano loperazione (Vip) 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Smantellata dagli uomini della squadra mobile un'agguerrita banda di presunti spacciatori accusati di smerciare cocaina sia nel centro storico che nella Piana ad una clientela di trenta-quarantenni della media borghesia. I luoghi scelti per la cessione degli stupefacenti? La zona intorno a corso Garibaldi, che richiama sempre una folla di giovani attirati dai molti locali, ma anche frazioni della periferia e della Piana. Non solo droga, però. Stando agli inquirenti della polizia di Stato, infatti, l'organizzazione andava incontro ai desideri degli acquirenti vendendo iPhone, il cellulare più gettonato: peccato, però, che gli apparecchi venduti a un prezzo basso fossero taroccati. In manette è finita un'intera famiglia di napoletani arrivati dal quartiere di Scampia, tra cui la nonna, il figlio e la nuora. Gli arrestati in totale sono cinque, altre quattro persone hanno l'obbligo di firma in questura. Altre tre sono state denunciate a piede libero e uno studente lucchese di 16 anni - sospettato di essere stato usato per distribuire alcune dosi di droga - è stato a sua volta denunciato al tribunale per i minori di Firenze. L'operazione denominata «Oh Oh» dall'intercalare usualmente utilizzato dalla banda come segnale in codice, ha fatto scattare le manette ai polsi dei componenti del gruppo che oltre allo spaccio nel centro storico e la Piana secondo le accuse aveva diversificato le proprie attività. Alcuni sono stati denunciati per sfruttamento della prostistuzione, altri per smercio di cellulari iPhone con marchi contraffatti. Altri ancora, sostengono gli investigatori, avevano messo in piedi un servizio a domicilio sul luogo di lavoro per i numerosi trans che si prostituiscono sulla fascia costiera, offrendo oggetti e appoggio per la loro attività. È finito nei guai anche un barista del centro storico a cui è stato contestato il favoreggiamento personale. L'operazione è stata illustrata dal vice questore Francesco De Ruberto e dal capo della squadra mobile Virgilio Russo. Le indagini hanno preso il via lo scorso mese di marzo a seguito di una lite tra alcuni pregiudicati, già sospettati di spacciare cocaina a Lucca e nei comuni della Piana. L'attività della Mobile è stata meticolosa ed è andata avanti con i più moderni mezzi di indagine. Un lavoro che ha dato i suoi frutti. Che ha infatti consentito di alzare il velo su una organizzazione composta da 13 persone e dedita con sistematicità allo spaccio di cocaina. A capo della organizzazione la famiglia Tranchino, originaria del quartiere Scampia a Napoli da dove faceva arrivare la cocaina spacciata ai giovani lucchesi. Una gang, sostiene la polizia, composta anche dalla nonna, dal figlio e dalla nuora. La droga veniva spacciata nella zona di corso Garibaldi, uno dei luoghi della movida cittadina, e presso locali e luoghi di aggregazione della periferia e della Piana. Dalle indagini gli inquirenti hanno che un altro napoletano faceva prostituire la propria convivente in una casa del quartiere di Sant'Anna. Nel corso della operazione sono state sequestrate alcune decine di grammi di cocaina divisa in dosi e un coltello di genere proibito. In carcere sono finiti Enrico Tranchino, nato a Napoli nel 1973, residente a Lucca, accusato di spaccio di stupefacenti e ricettazione; Eleonora Marcangelo, moglie di Tranchino, nata in Germania nel 1971, anche lei abitante a Lucca; Concetta Gallo, madre di Tranchino, nata a Napoli nel 1955, residente a Lucca; Antonio Pennino, nato a Napoli nel 1968, residente a S. Concordio; Luigi Burgio di Canicattì, 35 anni, residente a Camporgiano ma in realtà dimorante nel comune di Aci Castello in provincia di Catania. Le altre persone denunciate dalla polizia abitano nell'immediata periferia della città.
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