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Da Lucca agli Usa a scrivere le musiche del grande cinema
Ilaria Bonuccelli
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LUCCA. Il 9 settembre Saverio Rapezzi sarà a Venezia. Al festival del Cinema. Parteciperà alla prima dell'ultimo film di Ricky Tognazzi e Simona Izzo "Tutta colpa della musica", con un cast di grandi nomi, da Stefania Sandrelli a Marco Messeri. Rapezzi sarà presente come addetto ai lavori, visto che ha contribuito alla realizzazione della colonna sonora del film, firmata da Carlo Siliotto. Esattamente quello che voleva da quando, adolescente, passava i pomeriggi a vedere e rivedere i film d'autore. Da oltre 20 anni, dunque, con determinazione Saverio Rapezzi insegue la carriera di compositore per il cinema. Maturità da geometra, qualche esame da ingegnere a Pisa e molti titoli da musicista - diploma in chitarra al conservatorio di Livorno e in composizione al Boccherini - il musicista lucchese non si è mai lasciato scoraggiare dalle difficoltà. Tante, soprattutto in Italia. Dopo il perfezionamento in composizione di musica per film al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, arriva a Los Angeles e completa la formazione alla Ucla, l'università della California dove viene ammesso con una borsa di studio, dopo una selezione piuttosto dura. Questo passaggio è obbligato, visto che Hollywood resta la capitale internazionale del cinema. Rapezzi lo sa e si trasforma in un pendolare di ultima generazione - fra Lucca e gli Stati Uniti - mentre alterna l'attività di compositore (ormai predominante) a quella di concertista, anche con la cognata, la flautista Giulia Matteucci. In questo periodo, l'attenzione è più concentrata sul cinema. Infatti, si prepara a lavorare alla colonna sonora di "Vivaldi" film americano sul grande compositore che, in parte, verrà girato anche in Italia. E al tempo stesso sta componendo le musiche per "Esperanza", il nuovo musical dello scrittore e autore Ken Luber che punta dritto su Broadway e New York. Ma la passione primaria di Rapezzi restano le colonne sonore, come dimostra anche il suo percorso artistico: da assistente musicale di Carlo Siliotto, infatti, ha contribuito alle musiche di produzioni italiane importanti come il film "La figlia del Capitano" di Giacomo Campiotti, "Mia madre" (pellicola di Ricky Tognazzi). Alle quali si sono aggiunte anche le produzioni americane: fra tutte il film "Without men", con Eva Longaria, una delle casalinghe disperate di Westiria lane. Dopo qualche incursione nella musica per la tv (come quelle composte per la trasmissione Rai Voyager), oggi Rapezzi - sempre da Los Angeles - si butta anche sul web. In senso letterale. Sue, infatti, sono le musiche per la serie "A man walks in a bar" (Un uomo entra in un bar....) già arrivata alla seconda edizione. «In effetti - conferma Rapezzi - questa serie di video-barzellette è già arrivata alla seconda edizione e alcuni video hanno avuto picchi di oltre 100mila visitatori. Una bella vetrina anche per me che ho firmato le musiche». Lavorando principalmente negli States che anche per le nuove generazioni di europei rappresentano la mecca del lavoro, proprio come ai tempi delle emigrazioni dalla Lucchesia. «La mia esperienza - spiega Saverio Rapezzi - mi ha insegnato che chi viene dal vecchio continente, in particolare dall'Italia, ha una buona cultura di base. Senza dubbio migliore di quella americana. Poi, però, al momento dell'ingresso nel mondo del lavoro, da noi qualche cosa si inceppa. In Italia annaspiamo. Diventa uno sforzo incredibile anche trovare qualcuno che ti ascolti, che valuti il tuo lavoro. Negli Stati Uniti, questo non esiste. Se la tua musica funziona e, quindi, diventa "funzionale" al business, nel caso specifico la riuscita del film, lavori. Ma non per sempre. Ogni volta devi dimostrare quello che vali, quello che sai fare. Sulla base di questo vieni valutato. Perciò, alla fine, chi lavora male esce dal giro; chi lavora bene mantiene la posizione. E, anzi, può fare carriera in fretta». E Rapezzi fuori dal giro non è. Anche da assistente musicale (ha una collaborazione costante con Siliotto) si è già costruito una credibilità solida negli States, dove il ritmo di lavoro è sostenuto: «È legato - riprende il compositore - alle esigenze di produzione. Se servi per 20 ore al giorno, devi lavorare per 20 ore al giorno. Da assistente musicale, ad esempio, collaboro con il compositore, a volte dirigo l'orchestra che deve suonare la colonna sonora, preparo la partitura, mi occupo del "demo" necessario prima di arrivare alla registrazione, sono responsabile della supervisione. A volte è faticoso, ma è quello che voglio fare». Il cinema dietro le quinte, insomma. Dietro lo schermo, come immaginato da adolescente, tra un cineforum e l'altro. Senza mai dimenticare, però, la provenienza da Lucca, la città della Musica, per la quale Rapezzi ha anche firmato le musiche per Comics and games, nell'edizione del quarantennale della manifestazione. E che lo ha contagiato anche per una certa passione per la lirica, visto che negli anni Rapezzi è stato anche maestro di palco nell'allestimento del Trittico di Giacomo Puccini. O che si è dedicato alla composizione di libretti d'opera, come "Cinderella". «La mia passione, però, restano le colonne sonore da film, anche se in questi mesi sono impegnato nella composizione delle musiche per il musical Esperanza che dovrebbe essere finito nel giro di qualche mese. Io, però, punto sempre al cinema, partendo da Los Angeles, visto che in Italia essere valorizzati per quello che si è spesso difficile, direi quasi casuale».
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